Guerra all’Iran, il Pentagono cambia il metodo di conteggio delle vittime. “Una trovata per evitare il voto del Congresso”
Il Dipartimento della Difesa ha parlato di semplici “anomalie tecniche”. Per i Democratici è uno stratagemma che serve a Donald Trump per evitare di passare il voto del Congresso. Di certo, al momento, c’è solo che il Pentagono ha cambiato il metodo di conteggio delle vittime della guerra all’Iran senza darne comunicazione ufficiale.
Il Dipartimento della Difesa ha istituito una nuova categoria all’interno del Defense Casualty Analysis System, che ora suddivide le perdite americane nella guerra scatenata contro Teheran in due periodi distinti. La nuova categoria, “Operazioni all’estero“, tiene il conto delle vittime a partire dal 7 luglio, un giorno prima che il presidente degli Stati Uniti dichiarasse ufficialmente la fine del cessate il fuoco con l’Iran. Questa nuova voce riporta 4 morti, tra cui tre militari uccisi in Giordania e un quarto nel nord dell’Iraq, e 207 feriti. Se si considera anche la pagina principale relativa alla “Operazione Epic Fury“, che elenca 14 morti e 417 feriti, il bilancio è di 18 vittime e 624 feriti dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.
Interpellato in merito alla variazione del numero delle vittime, il portavoce ad interim del Pentagono, Joel Valdez, ha dichiarato che il sito web stava riscontrando problemi tecnici e non ha fatto menzione di alcun ricalcolo dei morti e dei feriti: “Le anomalie del sito sono attualmente in fase di risoluzione in coordinamento con le forze armate”. Secondo altri, si tratterebbe di una trovata per aggirare il limite di 60 giorni per le azioni militari senza l’autorizzazione del Congresso.
Dodici membri democratici della Commissione per le Forze Armate del Senato hanno inviato una lettera formale al Segretario alla Difesa Pete Hegseth chiedendo chiarimenti. “Il Pentagono sta fingendo che ci siano state due guerre contro l’Iran separate da un breve cessate il fuoco”, ha dichiarato il repubblicano Thomas Massie, affermando che Hegseth sta violando la legge e “deve essere ritenuto responsabile” per aver intrapreso una guerra senza l’approvazione del Congresso.
A cosa si riferisce Massie? La War Powers Resolution del 1973 prevede che il presidente debba informare il Congresso entro 48 ore dal dispiegamento delle truppe in situazioni di ostilità, cosa che Trump non ha fatto. Il testo prevede inoltre che le forze armate non possano rimanere impegnate per più di 60 giorni in assenza di una formale dichiarazione di guerra o di una specifica autorizzazione votata dal Congresso.
La Casa Bianca ha sostenuto che l’obbligo di legge fosse stato soddisfatto con la tregua dichiarata ad aprile. Di conseguenza, classificando la ripresa dei combattimenti di luglio sotto la nuova dicitura “Overseas Operations” anziché come continuazione della stessa guerra, l’amministrazione punta ad azzerare formalmente il timer dei 60 giorni, evitando così di dover richiedere un voto immediato al Congresso, dove i Democratici e parte dei Repubblicani spingono per frenare l’escalation militare, e garantendosi la possibilità di prolungare le operazioni fino a settembre.
Intanto cresce il numero dei feriti. Dall’inizio di Epic Fury, riporta Cbs News, oltre 400 militari americani sono stati trasferiti via aerea dal Medio Oriente per sottoporsi a vari tipi di cure. Secondo un funzionario citato dall’emittente, la maggior parte dei casi non è legata ad azioni di combattimento. La campagna militare condotta con Israele ha avuto inizio il 28 febbraio. Il Pentagono ha reso noto in settimana che quasi 100 militari Usa sono rimasti feriti a partire dal 7 luglio, dalla ripresa dei raid aerei.