Il mondo FQ

Addio a Valentina Falco, fondatrice del progetto “La donna a caso”. Sulla sua pagina smontava gli stereotipi sessisti nel linguaggio dei media

La "Rassegna sessista" lanciata insieme a Michela Murgia per decostruire i titoli in cui le donne erano appellate con nomignoli o espressioni generiche. La ricordano diverse figure dell'attivismo e del giornalismo come Teresa Cinque, Paola Belloni e Corinna De Cesare
Addio a Valentina Falco, fondatrice del progetto “La donna a caso”. Sulla sua pagina smontava gli stereotipi sessisti nel linguaggio dei media
Icona dei commenti Commenti

“Ieri è morta una donna a caso. Cioè non una, La donna a caso. Quella che ogni tanto vince il Nobel, va nello spazio o è a capo della Bce. Questa donna a caso si chiama Valentina Falco, e ha sempre preferito non dirlo perché si era fatta paladina di tutte quelle Stefi, Marti, Vale che nonostante compissero imprese importanti, curassero malattie, dirigessero aziende o consigli governativi, restavano per i giornali le ragazze, le cuginette, tizie qualunque da chiamare per nome o per diminutivo.”

Inizia così il saluto della scrittrice Teresa Cinque a Valentina Falco, ideatrice della pagina Instagram ladonnaacaso, che negli ultimi sei anni aveva creato una community di 100mila follower grazie al suo lavoro di decostruzione del linguaggio sessista sui media italiani. Dal 2020 Falco raccoglieva quotidianamente segnalazioni di articoli le cui protagoniste donne erano appellate con nomignoli o espressioni generiche come “una donna”, “una madre” o “la moglie” di qualcuno, nonostante traguardi professionali o le posizioni di prestigio. Lei stessa non aveva mai usato il suo nome per lasciare spazio al suo messaggio, amplificando invece le voci e i nomi di tutte coloro per cui l’anonimato non è stata una scelta ma una condizione subita.

Il progetto era nato dopo un incontro con diverse figure impegnate contro la discriminazione di genere, tra cui la scrittrice Michela Murgia, la sociolinguista Vera Gheno, la giornalista Giulia Blasi e la filosofa Maura Gancitano. Con Murgia era stata avviata una vera e propria “Rassegna sessista“, che per cinquanta domeniche aveva raccolto titoli in cui venivano omessi i cognomi delle donne, si usavano categorie relazionali parentali per raccontare cose che con la parentela non c’entravano nulla, si usava l’espressione ‘una donna’ al posto del nome anagrafico. E infatti, sul suo profilo si trovano ancora le diverse rubriche: Cuginismo, in cui si segnalavano i titoli con il solo nome proprio delle donne, spesso accostate a un uomo chiamato per cognome; Una donna, come il modo in cui diverse professioniste in posizioni di rilievo vengono spesso appellate sui giornali; Sottosopra, in cui i titoli sessisti venivano ribaltati e riproposti su articoli che riguardavano figure maschili, per metterne il luce la dissonanza. E ancora espressioni come “il gentil sesso”, “bella e brava”, o il “raptus” o “lo stalker gentile” per parlare degli autori di violenze e femminicidi. L’obiettivo della rassegna non era accusare o processare singoli giornalisti, ma “analizzare il sottotesto di quei titoli, svelarne i risvolti politici e sociali, ridendone insieme quando possibile, per sviluppare anticorpi in grado di proteggerci da quel linguaggio”. L’esperimento aveva scatenato un gran numero di segnalazioni da parte delle suoi follower e, quando le condizioni di salute di Murgia erano peggiorate, era stato portato avanti dalla sola Falco.

Diverse figure del mondo dell’attivismo e del giornalismo hanno scritto post affettuosi per Falco, sottolineando come il suo lavoro abbia fornito una lente diversa a chi i giornali li legge ma anche a chi li scrive, grazie alla sola costanza del suo lavoro di segnalazione. Una sorta di allenamento collettivo. Teresa Cinque nel suo post racconta: “La consultavo per capire se ero orientata bene, se avevo scritto una cavolata, se qualcosa non tornava. Ci confrontavamo su quello che succedeva intorno. E la trovavo pulita. Mi dava sicurezza. Mi dava anche sostegno, fra l’altro. Come si fa tra sorelle. E infatti la parola con cui mi sento di ricordarla, che riguarda il nostro rapporto ma riguarda soprattutto lei, in senso ampio, è proprio sorella“.

Corinna De Cesare, giornalista e fondatrice del media femminista thePeriod, l’ha salutata così: “Non sarai mai una donna a caso, cara Valentina Falco. Hai lasciato un segno nello spazio collettivo, senza protagonismi, senza medaglie, senza interessi economici, solo quello di voler cambiare le cose per il bene comune”. Il significato del suo lavoro può essere riassunto nella frase di Paola Belloni: “Scelgo quindi di ricordarla come avrebbe voluto, solo con la battaglia che le era più cara: quella femminista“.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione