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Dalle piaghe del diavolo della Tasmania all'oncologia: zero rischi per l'uomo - 4/4

Lo studio dell'University of Vermont pubblicato su "Nature" svela come le cellule tumorali del pesce gatto nebuloso passino da un esemplare all'altro. Il giallo del lago Memphremagog, le analisi sul Dna e perché la scoperta rivoluziona le teorie sulla genesi del cancro (senza rischi per l'uomo)
Dalle piaghe del diavolo della Tasmania all'oncologia: zero rischi per l'uomo - 4/4
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Dalle piaghe del diavolo della Tasmania all’oncologia: zero rischi per l’uomo

Finora, forme di cancro trasmissibile erano state documentate solo in rarissimi contesti biologici: nei cani (con il tumore venereo trasmissibile), nei diavoli della Tasmania (colpiti da un devastante tumore facciale che sta decimando la specie) e in alcune specie di molluschi bivalvi. L’identificazione del fenomeno nei pesci d’acqua dolce dimostra che questa capacità di contagio cellulare potrebbe essere decisamente più diffusa in natura di quanto teorizzato finora.

Restano ancora da chiarire i meccanismi esatti attraverso cui avviene il contagio fisico nel lago e da quanto tempo questo specifico ceppo di melanoma circoli nella popolazione ittica. Tuttavia, la scoperta apre prospettive inedite per la comprensione delle capacità di adattamento e sopravvivenza delle cellule tumorali fuori dal loro microambiente originale. Gli esperti ci tengono in ogni caso a rassicurare la popolazione: non esiste alcun tipo di rischio per la salute umana, poiché le cellule tumorali del pesce gatto non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere o replicarsi all’interno del sistema immunitario di una specie differente.

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