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Da solo, in lacrime in mezzo al campo: Messi non vuole lasciare così l’Argentina, l’addio può aspettare. Ora punta le Olimpiadi 2028 e il Mondiale 2030

Dopo una Coppa del Mondo da protagonista (8 gol e 4 assist), è sparito nell'atto conclusivo, così come i suoi compagni. Ha lasciato il campo a testa bassa, con la medaglia d'argento al collo. Adesso non si arrende e rilancia
Da solo, in lacrime in mezzo al campo: Messi non vuole lasciare così l’Argentina, l’addio può aspettare. Ora punta le Olimpiadi 2028 e il Mondiale 2030
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Deluso e deludente. Fuori dalla partita e mai incisivo. Poi si siede sul prato del MetLife, testa china. E osserva in silenzio tutto quello che accade, anche la patetica corrida a centrocampo del suo compagno Paredes contro gli avversari in festa. Il timido abbraccio con Yamal è il naturale passaggio di consegne. Dopo la premiazione – in cui sbadatamente quasi si dimentica di prendere la medaglia – l’omaggio della curva Albiceleste è commovente, le sue lacrime ancor di più.

La nonprestazione di Messi (e della sua Argentina, remissiva e confusa) in finale Mondiale contro la Spagna ci ricorda, se mai ce lo fossimo dimenticati, che nulla è per sempre. Per una sensazione rievocata in questo torneo da Neymar e Cristiano Ronaldo, anche il simbolo argentino saluta nell’ombra. Ma forse non definitivamente come si pensava.

E forse per questo che Messi a distanza di 24 ore ha salutato su Instagram, ma senza alcun messaggio d’addio: “Il dolore è enorme e ci vorrà tempo perché questa ferita si rimargini. Ma porto con me anche tutto ciò che di bello abbiamo vissuto. Le partite che siamo riusciti a ribaltare dando tutto noi stessi e che resteranno per sempre nella memoria, il sostegno di un intero Paese che, insieme al lavoro e al sacrificio di questo gruppo, ci ha permesso di tornare, ancora una volta, tra le migliori squadre del mondo. Oggi è difficile dare il giusto valore a ciò che abbiamo fatto, ma questo gruppo è arrivato a disputare due finali consecutive della Coppa del Mondo“, si legge nel post.

Poi i ringraziamenti: “Grazie di cuore per ogni saluto e per ogni messaggio. Ancora una volta siamo riusciti a unirci come Paese ed essere tutti insieme, condividendo l’immenso orgoglio di essere argentini. Voglio anche fare i complimenti alla Spagna per la vittoria del torneo”, si conclude il post. Nessun messaggio e nessun segnale d’addio. Il motivo? Dopo la delusione, come riportano diversi siti argentini, Messi ha messo nel mirino prima Los Angeles 2028 e poi anche il Mondiale 2030, dove una partita si giocherà proprio in Argentina nell’anno del centenario dei Mondiali.

Una finale da spettatore

Dopo un Mondiale da protagonista assoluto (con 8 gol e 4 assist), Messi si è preso una pausa nel momento che conta di più. Merito anche di una Spagna solida e concreta, il numero 10 ha chiuso la sua ultima partita con zero tiri, poca fantasia. E nessuna giocata determinante. Defilato e senza idee, il numero 10 dell’Albiceleste ha salutato senza nemmeno provarci per davvero. Come nel 2014, contro la Germania, il cerchio si chiude con tanta amarezza. Quella che doveva essere (e non si sa se lo sarà) “La ultima de Leo” è stato un pianto lungo e disperato. L’Argentina non ha giocato, e Messi si è adeguato. L’atteggiamento passivo dei suoi lo ha condizionato: nel momento del bisogno, il lampo di genio non è arrivato. Con 21 gol segnati in 6 Mondiali (secondo marcatore all-time, dietro solo a Mbappé), Messi abbandona per il momento il palcoscenico più prestigioso con tanto rammarico. A testa bassa, passeggiando da solo negli spogliatoi.

Messi, un’altra sconfitta in finale Mondiale

Cosa lascerebbe Messi a questa Argentina? In 19 anni con la nazionale sono arrivati 5 trofei (oro olimpico compreso), ma altrettante delusioni. La prima nel 2007 contro il Brasile nell’atto finale della Copa América (terminata 3-0). A Rio de Janiero e a New York la Coppa del Mondo viene solo sfiorata con lo sguardo. Nel mezzo, ci sono altre due sconfitte ai calci di rigore contro il Cile in Copa América, nel 2015 e nel 2016. In 10 finali disputate, Messi ha lasciato veramente il segno solo nel 2022, con la doppietta contro la Francia. Poi il vuoto. Anche al MetLife la prestazione è opaca. La Spagna vince, le telecamere si concentrano su di lui. La sequenza finale è la chiusura contrastante di una leggenda che ha fatto i conti con la realtà più amara. E per questo oggi fatica ad accettarla e prova ad andare avanti.

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