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Ultimo aggiornamento: 11:34 del 23 Luglio

“Remigrazione? Sogno di vedere Vannacci e Salvini raccogliere pomodori ad agosto”: Enzo Iacchetti intervistato da Andrea Scanzi. Polemica per la frase su Schillaci

Al festival Naturalmente Pianoforte, a Pratovecchio (Arezzo), il giornalista intervista Iacchetti. La politica contro il comico per la frase sul ministro della Salute. Lui poi precisa sui social: "Non ho mai augurato la morte, nessuno al mondo deve morire"
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“Io vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Sogno di vedere Vannacci e Salvini sudare, a un euro all’ora”. Lo ha detto Enzo Iacchetti, intervistato lo scorso 17 luglio al Festival “Naturalmente pianoforte” da Andrea Scanzi, che cura la direzione artistica della kermesse.

Iacchetti ha ragionato anche sulla necessità, da parte degli artisti, di schierarsi. Dopo aver raccontato lo scontro con Eyal Mizrahi, presidente dell’associazione Amici d’Israele, ospite di Bianca Berlinguer, con la famosa frase “cosa hai detto, stronzo? Vengo giù e ti prendo a pugni”, ha rivendicato il diritto di essersi schierato sul genocidio a Gaza. Criticando Francesco De Gregori.

A far discutere soprattutto il passaggio dedicato al ministro della Salute, Orazio Schillaci: evocando le liste d’attesa nella sanità pubblica, il conduttore ha immaginato il caso di un ministro costretto ad attendere mesi per una Tac o una risonanza magnetica, aggiungendo di volerlo vedere “morire prima, come succede in tanti casi da noi”. Dopo le polemiche politiche – e la solidarietà al ministro da varie parti – Iacchetti ha spiegato sui social: “Caro ministro della Sanità, io non le ho mai augurato di morire, mi creda. Ho fatto solo un esempio, una gag simpatica in cui immaginavo tutti i ministri senza i loro poteri, costretti ad affrontare la vita come persone comuni. E allora ho detto: mettiamo che il ministro della Sanità chieda una tac e gliela fissino dopo mesi… può darsi che muoia, come succede a tanta gente che muore prima di avere gli appuntamenti per gli esami”. “Mi perdoni – dice ancora nel video social – non la conoscevo nemmeno per nome. Mi hanno detto che si chiama come Schillaci, grande calciatore che ho nel cuore. Se si è offeso mi dispiace, ma non volevo farla morire. Nessuno al mondo deve morire“. Il conduttore, come si legge nella descrizione del video, invita il ministro a “informarsi meglio”, aggiungendo che “dai suoi giornali è difficile“.

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