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“State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”. Israele piazza i coccodrilli intorno alle carceri per i detenuti palestinesi

La ministra della Protezione Ambientale israeliana Idit Silman li ha riclassificati da animali selvatici a "fauna selvatica allevata in cattività" per poterli utilizzare per scopi di sicurezza, tra cui il disincentivo alle evasioni dal carcere. L’Autorità per la natura e i parchi di Israele dovrebbe riunirsi a breve per discutere la questione, su cui aveva già espresso la sua contrarietà
“State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”. Israele piazza i coccodrilli intorno alle carceri per i detenuti palestinesi
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La ministra della Protezione Ambientale israeliana Idit Silman ha riclassificato i coccodrilli del Nilo da animali selvatici a “fauna selvatica allevata in cattività“, una decisione che apre all’utilizzo dei rettili per finalità di sicurezza, come quella di disincentivare le evasioni dal carcere. La decisione risponde alle richieste del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, che aveva proposto per la prigione per detenuti palestinesi di Ketziot, nel sud di Israele, un modello ispirato al cosiddetto “Alligator Alcatraz“, il centro di detenzione per immigrati della Florida circondato da alligatori. “State pensando di tentare la fuga? Ripensateci”, ha scritto il ministro in un post su Facebook, accompagnato da un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva con un coccodrillo al guinzaglio e dalla didascalia “I ministri Ben Gvir e Silman collaborano e circondano le prigioni con i coccodrilli!”.

La mossa di Silman scavalca l’Autorità israeliana per la natura e i parchi, a cui da mesi viene chiesto di concedere al ministero guidato de Ben-Gvir coccodrilli da Hamat Gader e di collocarli intorno alle carceri per detenuti per reati di sicurezza. Ma, come riferisce l’emittente israeliana Channel 13, la proposta era stata inizialmente “accolta con scherno da diversi ufficiali” del Servizio carcerario israeliano, mentre l’Autorità per la natura e i parchi si era opposta alla richiesta, giudicandola infattibile in quanto gli animali selvatici possono essere trattenuti solo per scopi educativi, di ricerca e di informazione pubblica. “Dobbiamo proteggerli, non farci proteggere da loro”, hanno spiegato i funzionari a Ben-Gvir e Silman, come riporta il Jerusalem Post.

Per bypassare l’autorità competente Silman ha quindi creato la nuova categoria degli “animali selvatici allevati”, che possono essere trattenuti “per motivi di sicurezza” trasferendone la supervisione a un’organizzazione di sicurezza “secondo modalità stabilite dal direttore (dell’Autorità per la Natura e i Parchi) per impedirne il rilascio in natura, e previo accertamento da parte del ministro per la Protezione dell’Ambiente della necessità del loro possesso per fini di sicurezza”. La plenaria dell’Autorità per la natura e i parchi di Israele dovrebbe riunirsi a breve per discutere la questione.

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