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“Non vogliono farmi entrare negli Usa per la finale solo perché nel 2016 sono stato in Iran”: la denuncia di Capdevila, campione del mondo nel 2010

Ha vinto i Mondiali con la Spagna, ora non potrà assistere alla finale tra le Furie Rosse e l'Argentina perché 10 anni fa ha giocato una partita tra leggende a Teheran
“Non vogliono farmi entrare negli Usa per la finale solo perché nel 2016 sono stato in Iran”: la denuncia di Capdevila, campione del mondo nel 2010
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L’ex campione del mondo 2010 Joan Capdevila non può entrare negli Usa (e quindi andare a New York per la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina) perché gli è stato negato il visto per l’ingresso negli Stati Uniti e lancia un appello via social. La “colpa” è di una partita tra leggende giocata in Iran nel 2016. “Ho bisogno di aiuto, Donald Trump! Mi hanno appena detto che non posso viaggiare per la finale con i miei figli perché mi hanno negato l’Esta” ha scritto l’ex nazionale spagnolo. “Qualcuno può aiutarmi a risolvere questa situazione? Non sapete quanto desiderassi essere lì con tutti i miei compagni del 2010 e con questa squadra per sostenerli. Non riesco a credere di non poter entrare negli Stati Uniti e perdermi un momento del genere con i miei figli, che amano così tanto il calcio“.

Capdevila ha poi approfondito tutto in un’intervista a El Partidazo de Cope, spiegando il motivo del rifiuto, legato a una partita de La Liga Legends nel 2016: “Me lo hanno negato perché nel 2016 sono stato in Iran per giocare una partita. A quanto pare, se sei stato in Iran non puoi entrare negli Stati Uniti a meno che tu non abbia un altro visto o qualcosa di simile”. L’ex calciatore ha sottolineato che le autorità statunitensi erano già a conoscenza di questo viaggio, anche se non lo aveva specificato nella sua domanda, il che ha portato al rifiuto automatico del suo permesso d’ingresso. Il campione del mondo 2010 ora cerca una soluzione per poter raggiungere New York e assistere alla finale: “Se qualcuno sa come risolvere questo problema gliene sarò grato per tutta la vita”. Non è il primo caso di visto negato negli Usa: emblematico è quello che ha riguardato l’arbitro somalo Omar Artan a inizio competizione.

La situazione ha lasciato perplesso il campione del mondo, profondamente deluso in quanto “non comprendo la rigidità della regola. Sono un normale cittadino del mondo, pago le tasse, pago tutto, e si scopre che non posso andare con la mia famiglia a vedere un evento sportivo che aspetto con ansia. Non lo capisco”, ha dichiarato. Per lui, il viaggio ha soprattutto un valore sentimentale, in quanto il suo più grande desiderio era condividere l’esperienza con i suoi figli: “Non vedevo l’ora di viverla con i miei figli, tutto qui”, ha concluso Capdevila che con ogni probabilità non potrà assistere al match.

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