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Etnaland resterà chiuso: il più grande parco divertimenti della Sicilia era stato sequestrato per violazioni ambientali

L'inchiesta della procura, i lavori necessari e i 400 dipendenti senza lavoro. Tra i reati contestati la combustione illecita di rifiuti, traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale
Etnaland resterà chiuso: il più grande parco divertimenti della Sicilia era stato sequestrato per violazioni ambientali
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Etnaland non aprirà nel 2026”. Il più grande parco acquatico e divertimenti della Sicilia ha annunciato, con un comunicato in piena estate, che i suoi cancelli rimarranno chiusi. Impossibile mettersi in regola in tempo per la stagione estiva per risolvere le gravi violazioni ambientali evidenziate dall’inchiesta della procura di Catania.

Un’indagine iniziata nel 2022 quando un elicottero della Guardia costiera scopre uno strano giro di rifiuti nei terreni vicino il grande parco acquatico di Belpasso, nel Catanese. Accertamenti e sopralluoghi hanno portato, lo scorso febbraio, al sequestro della struttura. I reati contestati sono di gestione di rifiuti speciali non autorizzata, combustione illecita di rifiuti, traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. “Una condotta durata anni” spiegherà il procuratore dopo il blitz che ha portato alla scoperta, in un’area destinata alla semina, di più di mille metri cubi di rifiuti solidi. Rifiuti che, secondo quanto ricostruito, in parte venivano incendiati dopo la chiusura del parco: creando così uno strato sotterraneo di circa nove metri. Oltre a questo, sempre secondo le indagini, il parco non aveva alcuna autorizzazione allo scarico delle acque delle piscine (scaduta nel 2019).

La società ha dichiarato l’intenzione di mettersi in regola, per aspirare al dissequestro, ma non bastano pochi mesi. Così ha presentato un piano per poter riaprire, ma solo nel 2027. Un piano di quasi 5 milioni di euro: una parte servirà per le opere riguardanti gli impianti di depurazione delle acque reflue e di quelle delle piscine, già realizzate ma in attesa delle autorizzazioni. Fino a prima del sequestro, le acque trattate chimicamente non venivano depurate e finivano in un laghetto artificiale senza alcuna depurazione preventiva.

Mentre prosegue il lavoro della procura e in attesa delle questione burocratiche, l’estate siciliana perde uno delle sue attrazioni principali: Etnaland, infatti, registrava più di 400 mila visitatori. L’estate peggiore, però, la passeranno i circa 400 dipendenti stagionali del parco acquatico, oggi rimasti senza lavoro. “Siamo profondamente dispiaciuti – scrive la società annunciando la non riapertura – perché consapevoli che le conseguenze della mancata apertura non riguarderanno soltanto la proprietà, ma soprattutto centinaia di lavoratori e le loro famiglie le imprese che collaborano con noi e un territorio che, negli anni, è cresciuto insieme al parco. La preparazione di una stagione richiede però mesi di manutenzioni, verifiche tecniche, formazione del personale e organizzazione. Anche nell’eventualità di un futuro dissequestro, i tempi ormai disponibili non permetterebbero di completare tutte le attività necessarie per riaprire nel 2026 garantendo gli standard di qualità e sicurezza che devono accompagnare ogni giornata trascorsa a Etnaland”, concludono..

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