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Il post di Meloni sul caso Roggero: “Chi commette reati non può essere risarcito. Basta paradossi”

La premier affida a un post sui social il suo intervento e lo fa a poche ore dalla convocazione al Quirinale del ministro Carlo Nordio
Il post di Meloni sul caso Roggero: “Chi commette reati non può essere risarcito. Basta paradossi”
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Non scrive il nome di Mario Roggero ma il riferimento alla vicenda del gioielliere è palese. Giorgia Meloni affida a un post sui social il suo intervento e lo fa a poche ore dalla convocazione al Quirinale del ministro Carlo Nordio. Sergio Mattarella ha richiamato, infatti, il ministro della giustizia che poco prima aveva annunciato l’avvio dell’istruttoria per concedere la grazia al gioielliere che nel 2021 ha assassinato due ladri e ferito un terzo sparando loro alle spalle: il provvedimento di clemenza la può concedere solo il presidente della Repubblica, gli ha ricordato. Una figuraccia istituzionale che però non ferma la presidente del Consiglio dall’intervenire sull’argomento.

“Basta paradossi. Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”, scrive in un post sui social Meloni. “Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari”, aggiunge la premier. “Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali”, conclude.

Nessun riferimento alla richiesta di grazia per Roggero: Fratelli d’Italia, insieme a tutti gli altri partiti di maggioranza, ha avviato una raccolta firma per chiedere un provvedimento di clemenza per il commerciante. Meloni affronta la questione dei risarcimenti. Va ricordato che nella sentenza che aveva condannato a 14 anni e nove mesi di reclusione Mario Roggero, confermata dalla Corte di Cassazione, era stato disposto il pagamento delle provvisionali immediatamente esecutive per complessivi 480mila euro. La somma era stata stabilita nei precedenti gradi di giudizio come anticipo sul risarcimento dei danni e diventa ora definitiva insieme alla condanna del gioielliere di Gallo di Grinzane, nel Cuneese. L’eventuale quantificazione del risarcimento sarà demandata al giudice civile.

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