“C’è un consenso nel gruppo dei volenterosi in cui la Germania gioca un ruolo fondamentale: tutti concordano sul fatto che la Russia comunque prima o poi ci invaderà. Alcuni, come il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius, la Russia ci invaderà entro il 2029. Altri dicono addirittura prima. Che sia vero o no, in Europa si ragiona come se fosse vero. E questo vuol dire riarmo“. Lo ha affermato Lucio Caracciolo, direttore di Limes, intervenendo a L’aria che tira, su La7, commentando le recenti parole di Ursula von der Leyen. Ieri, a Kiev, la presidente della Commissione europea ha ricevuto da Zelensky il primo Order of Europe e ha annunciato il “Drone Deal”, un partenariato Ue-Ucraina per la produzione congiunta di droni.
Nel suo discorso, von der Leyen ha sottolineato la necessità di “attingere a tutto questo insieme perché conosciamo le minacce che l’Europa deve affrontare in questo ambito”, riferendosi esplicitamente a eventuali incursioni russe.
Caracciolo ha analizzato le implicazioni di questo approccio europeo, rivelando che la Germania ha pubblicato per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale una strategia militare in cui si propone di avere “l’esercito più forte d’Europa entro il 2039”. Obiettivo condiviso anche dalla Polonia. “E nel 2039, guarda caso, cade il centenario dell’invasione tedesca della Polonia“, ha ironizzato il direttore di Limes.
Le conseguenze, secondo l’analista, sono chiare: “Tutti si riarmeranno, a cominciare ovviamente dai francesi, in qualche misura anche noi italiani. Questo però che cosa significa? Che non essendoci più l’America, che era in qualche modo il coordinatore imperiale dell’Europa occidentale, questo riarmo non promette un granché bene, perché quando gli europei si sono armati in genere non è andata proprio magnificamente”.
Caracciolo ha citato anche il titolo dell’ultimo numero di Limes, “Vogliamo la guerra totale”, che riflette proprio questa spinta al riarmo fondata sull’idea che “la Russia ci stia per invadere”. Una visione molto diversa da quella statunitense: “Gli americani dicono che i russi dopo quattro anni ancora sono fermi nel Donbass, quindi, secondo gli Usa, la Russia è una potenza secondaria ed è necessaria una rapida pace di compromesso, cercando di salvare un po’ di Ucraina. Gli europei dicono che gli americani si sbagliano completamente”.
Il rischio evidenziato dal direttore di Limes è altissimo: “Il problema è che una guerra con la Russia rischia di durare qualche mezz’ora, nel senso che non può che essere una guerra atomica. Non è che i russi mandano soldati che non hanno a Parigi“. E ha concluso ricordando che “l’America ci ha fatto capire molto bene che non sbarcherà mai più in Normandia”.