Il mondo FQ

Col no alle preferenze trionfa l’autoconservazione dei politici. E avremo nuovi astenuti

Il voto segreto salva le poltrone e affonda la democrazia. Così i cittadini si sentono esclusi e presi in giro
Col no alle preferenze trionfa l’autoconservazione dei politici. E avremo nuovi astenuti
Icona dei commenti Commenti

di Giuseppe Capotosto

E’ bastato un solo voto di scarto, 188 a 187, per respingere l’emendamento sulle preferenze e rimettere a nudo la distanza che separa il palazzo della politica dai cittadini. Quello che si è visto in Parlamento non è un semplice incidente di percorso ma il trionfo dell’autoconservazione. Da un lato una premier Giorgia Meloni che parla di “vittoria della palude”, tentando di smarcarsi dalle responsabilità del centrodestra. Dall’altro, un’opposizione che parla di “vittoria”, esulta con urla e cori degni da stadio: uno spettacolo desolante, in cui entrambe le fazioni recitano una parte mentre l’interesse reale degli elettori viene calpestato.

La verità è che il voto segreto ha fornito lo scudo perfetto per i parlamentari spaventati di perdere il posto alle prossime elezioni. Con l’attuale sistema dei listini bloccati, la rielezione di un deputato non dipende dal consenso che riesce a raccogliere sul territorio, ma unicamente dalla forza del leader di partito che lo inserisce in una posizione sicura.

Introdurre le preferenze significava costringere gli eletti a fare campagna elettorale vera, a spendere energie e a rischiare il posto. L’ipocrisia di questa circostanza politica produce un effetto tossico per la democrazia: l’astensionismo. Quando le regole del gioco vengono scritte e difese solo per tutelare i privilegi di chi è già seduto sulle poltrone, i cittadini si sentono esclusi e presi in giro.

Una sfiducia che si traduce non solo nella rinuncia alle urne, ma spesso nella fuga fisica dal Paese, secondo l’Istat infatti, solo nel periodo 2015-2024, il saldo migratorio complessivo dei cittadini italiani è stato negativo, generando una perdita netta di circa 590.000 residenti. Dunque, la diserzione dal voto di questi anni non è pigrizia, ma una risposta comprensibile di un elettorato stanco di assistere a commedie di palazzo che non lo riguardano più, in attesa di qualcuno che sia credibile ma soprattutto coerente, e che magari dia spazio ai giovani che sempre più partono per l’estero senza tornare.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione