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Ultimo aggiornamento: 16:24

Tornano le preferenze (finte). I vannacciani già abbandonano la lotta dura: “Votiamo turandoci il naso”. E Rampelli (Fdi) ammette: “I cittadini si riprendono in parte il diritto di scegliere”

La nuova Legge elettorale, il Melonellum, inizia il suo iter nell'Aula di Montecitorio. Il nodo sulla proposta di preferenze proposto da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc raccoglie l'ok di Forza Italia e Lega dopo le riunioni dei gruppi parlamentari
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“Noi voteremo a favore dell’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze turandoci il naso perché evidentemente è un emendamento manipolatorio che darà l’idea agli italiani di votare e scegliere i parlamentari in modo diretto ma in realtà è una legge che manderà i capilista bloccati, quindi ancora è un esempio di scippo di democrazia”. Edoardo Ziello, annuncia la decisione a nome di Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci.

Capolista bloccato, pluri-candidature e poi possibilità di scegliere sulla scheda elettorale fino a tre preferenze tra i nomi già presenti sulla scheda elettorale. Questo in sintesi l’emendamento fortemente voluto da Fratelli d’Italia alla nuova legge elettorale, che nel pomeriggio di oggi inizierà il suo percoso a Montecitorio con le prime votazioni. Dalle prime simulazioni i partiti fino all’8% eleggeranno solo i capolista (e neppure tutti) tra quelli proposti alle prossime elezioni.

Per questo le opposizioni – e non solo – parlano di ‘preferenze finte’? “Ma no per cortesia, sono preferenze vere” ribatte il ministro per le Riforme costituzionali, Maria Alberti Casellati. Ma è il vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli ad ammettere che “c’è un bicchiere mezzo pieno e un bicchiere mezzo vuoto, sempre”. L’esponente di Fratelli d’Italia spiega che con l’emendamento del suo partito alla Legge elettorale voluta dal centrodestra “dopo decenni si reintroducono in quota parte le preferenze – quindi – si dà una parte di sovranità ai cittadini che si riprendono, anche se non interamente, il diritto di scegliersi i parlamentari”.

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