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Inghilterra-Argentina, la semifinale “minore” che riporta indietro di 40 anni: Messi ci arriva con un problema, gli inglesi con un altro

Una sfida epica, che evoca sentimenti non esclusivamente calcistici. I quarti hanno detto che entrambe le squadre non sanno entusiasmare, ma sono capaci di soffrire e venire a capo dei loro limiti
Inghilterra-Argentina, la semifinale “minore” che riporta indietro di 40 anni: Messi ci arriva con un problema, gli inglesi con un altro
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Non sarà una replica della guerra per le Falkland-Malvinas, né una rivincita quarant’anni dopo la famosa sfida della Mano de Dios di Maradona, due eventi irripetibili, con i tempi che corrono veramente più irripetibile il secondo del primo (perché il Var avrebbe subito annullato quel gol). Ma certo la semifinale Inghilterra-Argentina, arrivata con grandissima fatica e tempi supplementari per entrambe le squadre, evoca sentimenti non esclusivamente calcistici, una rivalità storico-politica che ha vissuto il suo apice più recente proprio negli Anni Ottanta, con tutto quello che poi la vittoria in Messico significò in termini di riscatto sociale per il popolo argentino. L’ultima sfida mondiale fra le due nazionali risale al 2002 quando agli inglesi per eliminare l’Albiceleste, allora allenata da Bielsa, bastò un calcio di rigore trasformato da Beckham, in questi giorni molto impegnato a incitare e sostenere i Tre Leoni.

Ritenuta da molti la semifinale debole, quella destinata a definire la finalista da dare in pasto alla vincente di Francia-Spagna, e le partite di ieri hanno rafforzato questa convinzione, Inghilterra-Argentina si presenta in ogni caso come una sfida piena di fascino e di campioni. Da una parte l’interminabile Messi e dall’altra scegliete voi se considerare Bellingham oppure Kane l’uomo immagine degli inglesi. Ieri né Inghilterra né Argentina hanno entusiasmato, anzi hanno sofferto tantissimo, ma sono state entrambe abbastanza convincenti nel venire a capo dei loro problemi: in realtà, nessuna delle due ha mai rischiato veramente di essere eliminata. L’Inghilterra ha avuto bisogno di un pizzico di fortuna: una traversa colpita dalla Norvegia sull’1-1 e il gol della vittoria gentilmente offerto. L’Argentina ha patito le stesse tribolazioni dei turni precedenti: Messi dipendenza, scarsa capacità di mettere al sicuro il risultato e fragilità difensiva. Alla fine deve ringraziare l’ingenuità di Embolo: colto dal Var, secondo nuove regole, in evidente simulazione e quindi espulso per secondo giallo, dopo che l’arbitro aveva in un primo momento erroneamente ammonito Paredes, ha lasciato i suoi in dieci per quasi un’ora.

Messi aveva aggiornato subito i suoi record, mettendo a segno un assist dopo dieci minuti, stavolta su calcio d’angolo, per la testa del “piccolo” Mac Allister: ora è arrivato a quota 10 ai Mondiali, due in più di Maradona. Poi l’Argentina si è volentieri adattata a una partita prevalentemente di rimessa e ha quasi inevitabilmente subìto il pareggio di Ndoye. Ma, una volta in superiorità numerica, Scaloni ha cominciato ad accumulare attaccanti e per sfinimento la Svizzera si è arresa alla fine a una prodezza di Julian Alvarez e a un contropiede dell’interista Lautaro Martinez.

Più interessante Inghilterra-Norvegia, anche se comunque è stata un po’ al di sotto delle aspettative. Di sicuro pure, se non soprattutto, per colpa della caldo e ancor più dell’umidità di Miami. L’ha risolta ancora Bellingham con la seconda doppietta consecutiva. Il primo gol, quello del momentaneo pareggio, è stato fantastico: lanciato in profondità in mezzo all’area da Gordon, si è liberato con due tocchi di destro e ha infilato con un diagonale di sinistro. Il secondo, proprio all’inizio dei supplementari, un regalo di Nyland, il portiere della Norvegia disoccupato (forse si è capito il perché): ha lasciato lì a disposizione di Bellingham un pallone che aveva goffamente tentato di bloccare dopo un fiacco tiro di Rogers.

La prima mezz’ora è stata abbastanza surreale, con la Norvegia ripiegata in un blocco bassissimo negli ultimi 25-30 metri di campo e l’Inghilterra a palleggiare a due all’ora senza mai riuscire a trovare un varco né un cambio di ritmo. Poi i norvegesi hanno deciso di alzare un po’ il baricentro e si è capito che gli inglesi non erano nella migliore giornata, forse risentivano dei grandi sforzi di Città di Messico, in altura e per quasi un tempo in dieci contro undici. Il vantaggio di Schjelderup è tuttavia arrivato grazie a un cross sbagliato che si è trasformato in un tiro imparabile, favorito anche dal piazzamento un po’ così di Pickford. Poi ci ha pensato un super Bellingham a rimettere le cose a posto.

Tuchel, apparso ancor più nervoso del solito, in campo e nelle interviste post partita, ha fatto un po’ di confusione quando si è trattato di sostituire Rice, debilitato da un virus e non in grado di reggere nella ripresa. L’ingresso di Eze aveva infatti riportato Bellingham un po’ troppo lontano dalla porta, nella posizione di centrocampista centrale, già ricoperta all’inizio del Mondiale, che ne penalizza le sue caratteristiche di uomo anche da area di rigore. Ci ha messo 20 minuti il ct inglese per capire che così la squadra non funzionava e fare il cambio riparatorio inserendo il tuttofare James (prima centrocampista e poi nel finale terzino) al posto dell’ala Gordon. Complessivamente però nella ripresa ha avuto più iniziativa la Norvegia, come dimostra il dato abbastanza imbarazzante dello zero nella casella dei tiri in porta inglesi nel secondo tempo. E questo nonostante l’impatto positivo di Saka, che con uno sprint dei suoi aveva fra l’altro messo in mezzo una palla perfetta per evitare i supplementari, su cui però i compagni di attacco non sono, abbastanza inspiegabilmente, riusciti ad arrivare.

Pure il duello annunciato fra i due grandi centravanti, fin qui assoluti protagonisti del Mondiale, non ha mai decollato. Kane si è molto battuto e ha, come al solito, molto partecipato alla manovra, risultando però inefficace nelle conclusioni, mentre Haaland, che come si sa di palloni ne tocca assai meno, non è stato mai assistito nel modo giusto. Si è anche arrabbiato, giustamente, nel finale del primo tempo, quando Sorloth non l’ha servito a conclusione di un contropiede davvero pericoloso che avrebbe potuto portare la Norvegia sul 2-0 e indirizzare la gara in ben altro modo. Alla fine del primo tempo supplementare Haaland è stato addirittura sostituito. Non si è capito bene il perché, il ct ha parlato di stanchezza, ma è in quel momento che la partita è sostanzialmente finita.

Due polemiche a margine. Sull’azione del primo gol inglese alcune immagini hanno fatto pensare a un urto del pallone rilanciato dal portiere norvegese contro il cavo della Sky Cam: in quel caso l’arbitro avrebbe dovuto interrompere il gioco, ma la Fifa ha fatto sapere che il sensore interno al pallone non ha rilevato alcun tocco. A fine partita, botta e risposta fra Tuchel e Bellingham: il ct inglese ha detto che stavolta la squadra è stata fortunata, il protagonista della vittoria non ha gradito e gli ha risposto piuttosto seccato.

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