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La rabbia di Hassan: il ct dell’Egitto vede una bandiera di Israele e gli sputa. Poi se la prende con un fotografo – Video

Prima della partita aveva dichiarato: "Se una persona, in qualsiasi parte del mondo, non prova compassione per il popolo palestinese, allora ha perso parte della sua umanità"
La rabbia di Hassan: il ct dell’Egitto vede una bandiera di Israele e gli sputa. Poi se la prende con un fotografo – Video
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Una bandiera di Israele usata come ‘sfottò‘ verso il ct dell’Egitto. Dopo che la nazionale africana è stata battuta dall’Argentina negli ottavi di finale dei Mondiali 2026 per 3-2, al termine di una partita folle e che conduceva 0-2 prima della rimonta nel finale dell’Albiceleste, l’allenatore Hossam Hassan ha mimato uno sputo verso la bandiera israeliana, prendendosela poi con un fotografo, reo di avergli ‘puntato’ la fotocamera troppo vicina al volto. L’episodio, notato subito da diversi utenti, sta tornando a far discutere in queste ore dopo la pubblicazione di una serie di video sui social.

Cos’è successo? Al termine di Argentina-Egitto, partita molto nervosa e piena di episodi contestati, gli animi si sono accesi anche sulle tribune di Atlanta, dove un tifoso argentino ha riservato un ‘pensiero speciale‘ per Hossam Hassan. Il commissario tecnico dell’Egitto aveva parlato di quanto sta succedendo in Palestina in conferenza stampa, con le sue dichiarazioni che hanno fatto il giro del mondo in pochissime ore: “Se una persona, in qualsiasi parte del mondo, non prova compassione per il popolo palestinese, allora ha perso parte della sua umanità“, a cui ha fatto seguito un lungo applauso dei giornalisti presenti.

Parole però che non sono state ascoltate da alcuni tifosi argentini. Uno di loro si è presentato allo stadio con una bandiera israeliana, sventolandola a bordo campo in direzione del ct egiziano. La reazione di Hassan è stata rabbiosa: prima ha urlato verso il tifoso di abbassare la bandiera, poi ha mimato uno sputo e infine se l’è presa con un fotografo, colpevole di avergli “puntato” la fotocamera troppo vicina al volto.

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