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Uk – La mossa di Farage dopo il caso delle donazioni non dichiarate: si dimette da deputato e dice: “Saranno gli elettori a giudicarmi”

LONDRA - Il leader di Reform Uk lascia il seggio di Clacton per provocare un'elezione suppletiva e trasformare le accuse sulle sue finanze in un referendum personale. Starmer attacca: "Mossa disperata, è immerso fino al collo nella corruzione"
Uk – La mossa di Farage dopo il caso delle donazioni non dichiarate: si dimette da deputato e dice: “Saranno gli elettori a giudicarmi”
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Nigel Farage sceglie la strada del colpo di scena per provare a respingere le accuse sulle sue finanze e rilanciare la propria immagine politica. Il leader di Reform Uk ha annunciato a sorpresa le dimissioni da deputato, provocando un’elezione suppletiva nel collegio di Clacton, nell’Essex, con l’obiettivo dichiarato di ricandidarsi e ottenere un nuovo mandato dagli elettori. In un videomessaggio diffuso dal suo partito, senza domande dei giornalisti, Farage ha spiegato di voler affidare ai cittadini il giudizio sulle contestazioni che lo riguardano. “Ho deciso di dimettermi da membro del Parlamento con effetto immediato”, ha affermato, sostenendo che saranno “gli elettori di Clacton i giudici delle mie azioni”. Il voto potrebbe tenersi già a settembre.

L’ex alfiere della Brexit, oggi alla guida del partito della destra anti-immigrazione britannica, ha respinto ogni addebito, sostenendo di non aver commesso “nulla di sbagliato”. Le contestazioni riguardano una serie di donazioni milionarie ricevute in passato e redditi privati che, secondo le accuse, non sarebbero stati dichiarati integralmente al Parlamento. Farage ha rivendicato la piena legittimità delle proprie attività economiche e delle donazioni ricevute, compresi i cinque milioni di sterline versati nel 2024 dal cripto-imprenditore Christopher Harborne, ribadendo che il denaro era destinato alla sua sicurezza personale e che all’epoca non ricopriva alcun incarico parlamentare. Nel suo intervento si è inoltre descritto come vittima di una campagna orchestrata dall’establishment politico e mediatico, denunciando minacce, aggressioni e presunte carenze nella protezione garantitagli dalle autorità.

Il leader di Reform ha definito “strumentalizzazioni politiche” gli esposti presentati dalla maggioranza laburista alla Commissione parlamentare sugli standard e alla Commissione elettorale, accusando il governo di voler distogliere l’attenzione dalle difficoltà del Labour e dal passaggio di consegne alla guida dell’esecutivo. L’iniziativa viene però interpretata da numerosi osservatori come un tentativo di guadagnare tempo e trasformare un’inchiesta potenzialmente dannosa in una prova di forza elettorale. Sebbene la riconquista del seggio appaia ancora probabile, il risultato non viene più considerato scontato come fino a poche settimane fa, anche alla luce del rallentamento registrato nei sondaggi da Reform dopo una lunga fase di crescita.

Durissima la reazione del primo ministro Keir Starmer, che ha definito quella di Farage “una mossa disperata”. “È ovvio il motivo per cui la sta facendo: è immerso fino al collo nella corruzione”, ha dichiarato. “La politica dovrebbe mirare a migliorare la vita di milioni di persone, non al tornaconto personale e non a nascondere donazioni sospette. Credo che l’opinione pubblica capirà esattamente di cosa si tratta”.

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