Trump attacca ancora Meloni, silenzio da palazzo Chigi. Tajani e Crosetto abbozzano: “Le persone passano, il rapporto con gli Usa resta”
Un altro attacco, un altro dileggio. Donald Trump non smette di prendere di mira la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Reduce dal discorso del 4 luglio e a due giorni dall’avvio del vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio, il presidente degli Stati Uniti ha postato una immagine sul suo social Truth che raffigura la premier italiana in adorazione davanti all’inquilino della Casa Bianca. Al post, diffuso poco dopo le 23 italiane di domenica, ha abbinato la frase Restraining order needed, “Necessario un ordine restrittivo“, cioè un provvedimento applicato dal giudice nei casi di molestie o stalking. Un altro affondo che ha l’aspetto dello sfottò, e che riaccende le tensioni dopo quelle seguite al G7 di Evian di metà giugno. In un’intervista rilasciata a La7 dopo il vertice, Trump aveva detto che Meloni lo aveva implorato di fare una foto e che lui aveva accettato perché “gli faceva pena“. In quel caso, la premier aveva replicato con un video: “Io e l’Italia non imploriamo mai”. Da parte di Palazzo Chigi al momento non ci sono reazioni.
Secondo il Corriere della Sera, nello sconcerto per questa ennesima offensiva americana, la linea decisa da palazzo Chigi è quella di non reagire alla nuova provocazione. Meloni e Tajani si sono consultati nella notte e hanno optato per ignorare il post che nulla ha a che vedere con il delicato summit Nato, nel quale Trump chiederà conto agli alleati delle spese militari e in cui verrà discusso il futuro dell’organizzazione stessa. La linea, scrive il Corriere, “è di non scendere su questo terreno di polemica, restando aderenti al merito dei dossier che coinvolgono l’Italia”. Tanto che persino il solitamente loquace vicepremier Matteo Salvini, rispondendo ai cronisti, taglia corto: “Non commento più queste cose”.
Getta acqua sul fuoco il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Non ho avuto nessuna reazione, la cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato fondamentale come gli Usa”, dice a Sky Tg24. “Le persone passano ma i rapporti” con gli alleati, aggiunge il ministro, “devono rimanere, non ho pensato a nulla e ho guardato altro”. Conferma questa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Sono dichiarazioni che si commentano da sole. Noi fin dall’inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, quindi andiamo avanti e siamo convinti che le relazioni transatlantiche vadano ben al di là delle singole dichiarazioni. Noi siamo amici degli Stati Uniti, che sono un partner strategico. Sono la parte dell’Occidente più importante insieme all’Europa, quindi a noi questo interessa. Le relazioni con gli Stati Uniti sono fondamentali da tutti i punti di vista: commerciali, politici, strategici. Siamo stati alleati negli Stati Uniti con Obama, con Clinton, con Bush, con Reagan, con Biden. Il problema per noi non esiste, quindi andiamo avanti, procediamo sulle relazioni politiche molto importanti”.
Più netto il presidente del Senato Ignazio La Russa, che esprime “solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per l’incomprensibile attacco del presidente Donald Trump”. “Piena solidarietà” anche da Carlo Calenda. “Trump è un ignobile bullo da quattro soldi“, scrive il leader di Azione su X. Per il presidente M5s Giuseppe Conte, nella vicenda “ci sono due piani“: “Quello immediato”, dice a SkyTg24, “è di trovare tutti uniti a respingere gli attacchi di Trump, di qualsiasi leader, capo di Stato straniero, contro la nostra massima autorità di governo. Però”, aggiunge, “dobbiamo chiederci come sia arrivati fino a qui, con Meloni che è stata una fan della sua ideologia Maga, della sua dottrina, delle sue azioni illegali, poi a un certo punto ha sottoscritto anche degli impegni per quanto riguarda l’acquisto di armi americane, il 5% del Pil da incrementare per le spese militari in sede Nato, impegni insostenibili per l’Italia. Si sapeva che i nodi sarebbero venuti al pettine e stanno venendo”, sottolinea.