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Per Wimbledon il silenzio conta più dei Mondiali di calcio: divieto assoluto di trasmettere le partite su maxischermi e tv, anche per i giocatori

Mentre milioni di inglesi seguono il cammino della loro Nazionale, all'All England Club la linea resta la stessa di sempre: "Qui siamo concentrati soprattutto sul tennis"
Per Wimbledon il silenzio conta più dei Mondiali di calcio: divieto assoluto di trasmettere le partite su maxischermi e tv, anche per i giocatori
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Ci sono pochi luoghi al mondo in cui il silenzio viene difeso con la stessa ostinazione con cui Wimbledon protegge il proprio prato. Sul Centre Court basta un colpo di tosse nel momento sbagliato per attirare lo sguardo dell’arbitro, figuriamoci il boato di un gol. Eppure quest’anno il tempio del tennis dovrà fare i conti con un ospite ingombrante: i Mondiali di calcio. Mentre milioni di inglesi seguono il cammino della loro Nazionale, all’All England Club la linea resta la stessa di sempre: niente partite sui maxischermi, niente televisori accesi e nessuna eccezione, neppure per i giocatori.

La conferma è arrivata dall’amministratore delegato dell’All England Club, Sally Bolton, che ha ribadito come il torneo resterà fedele alla propria tradizione. “Non trasmetteremo le partite su nessuno dei maxischermi presenti nello stadio. Qui siamo concentrati soprattutto sul tennis“, ha spiegato. Una scelta che vale per tutto l’impianto compresa la sala giocatori, dove nemmeno i protagonisti del torneo potranno seguire gli incontri del Mondiale sui televisori messi a disposizione dall’organizzazione. Chi oggi, mercoledì 1 luglio, vorrà seguire il sedicesimo di finale tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo dovrà quindi arrangiarsi. Lo farà, probabilmente, con uno smartphone nascosto tra le mani, approfittando di una pausa o di qualche minuto lontano dai campi.

Wimbledon non lo impedirà. “Se le persone hanno il loro telefono, ovviamente non possiamo vietare che guardino la partita”, ha aggiunto Bolton. Diverso il discorso per le zone più esclusive del Centre Court. Nel Royal Box, il prestigioso palco reale, il suggerimento è decisamente più netto: i cellulari sono fortemente sconsigliati. Complessivamente saranno 17 le partite del Mondiale di calcio che si giocheranno negli stessi giorni del torneo londinese. Inevitabile che, come riportano i media inglesi, qualcuno abbia ipotizzato richieste da parte dei tennisti per evitare di scendere in campo mentre gioca la propria Nazionale. Bolton, però, ha smentito categoricamente questa ricostruzione. “Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di questo tipo”, ha assicurato, chiudendo sul nascere le indiscrezioni.

Che il calcio riesca comunque a entrare a Wimbledon, però, lo dimostra un episodio rimasto nella memoria degli appassionati. Era il 2024 e sul Campo Centrale Novak Djokovic stava affrontando Alexei Popyrin nel terzo turno del torneo. All’improvviso un boato interruppe il silenzio. Per qualche secondo nessuno capì cosa stesse succedendo. Non era un punto spettacolare del serbo né un colpo vincente dell’australiano. Il rumore arrivava dalle tribune, dove centinaia di spettatori stavano seguendo sul cellulare la serie dei rigori tra Inghilterra e Svizzera agli Europei. L’urlo esplose quando Trent Alexander-Arnold trasformò il penalty decisivo che spedì gli inglesi in semifinale. Sul Centrale, per un attimo, il tennis passò in secondo piano.

Djokovic si voltò verso il pubblico, comprese il motivo dell’esultanza e reagì con il sorriso. Poi improvvisò un siparietto che fece il giro del mondo: mimò la rincorsa e il tiro di un rigore immaginario, mentre Popyrin alzò le braccia fingendo una parata. Il pubblico rise, l’arbitro aspettò che tornasse il silenzio e la partita riprese. Lo stesso Djokovic, nei giorni scorsi, ha ricordato quell’episodio con divertimento. “È stata un’esperienza particolare“, ha raccontato. “La gente seguiva la partita, ma allo stesso tempo teneva d’occhio la Nazionale. Si percepiva il fermento. Era la febbre del calcio durante quelle settimane”. E oggi, quando se la vedrà con Tsitsipas, potrebbe rivivere una situazione simile. Così, mentre il resto del Paese si fermerà davanti a un maxischermo per seguire l’Inghilterra, il torneo più prestigioso del tennis continuerà a chiedere silenzio. Anche se, ancora una volta, basterà uno smartphone acceso tra il pubblico perché due degli sport più amati dagli inglesi finiscano inevitabilmente per incrociarsi.

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