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Respinto il ricorso di Enrico Varriale, il Tribunale conferma il licenziamento per giusta causa della Rai

Il giornalista sportivo era stato allontanato a ottobre scorso. Poche settimane fa è stata confermata anche in appello la sua condanna per atti persecutori e lesioni nei confronti dell'ex. In un altro procedimento ha ricevuto 7 mesi per minacce a un'altra donna
Respinto il ricorso di Enrico Varriale, il Tribunale conferma il licenziamento per giusta causa della Rai
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Il licenziamento resta valido. Il Tribunale ha respinto il ricorso presentato da Enrico Varriale contro la Rai, confermando il provvedimento di licenziamento per giusta causa disposto dall’azienda nei confronti dell’ex vicedirettore di Rai Sport. La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, è stata confermata all’Adnkronos da fonti Rai. Per il giudice non regge la tesi difensiva secondo cui il recesso sarebbe stato una ritorsione legata alle cause intentate dal giornalista contro l’azienda per il presunto demansionamento.

La sentenza, emessa il 14 luglio, ritiene che la decisione della Rai sia fondata su “fatti concreti e documentati“. Tra questi figurano la condanna a 10 mesi per atti persecutori e lesioni personali nei confronti dell’ex compagna, confermata anche in appello solo poche settimane fa, e gli elementi emersi in un secondo procedimento penale, ritenuti incompatibili con il ruolo ricoperto da Varriale e lesivi dell’immagine del servizio pubblico.

Il Tribunale ha inoltre escluso che la tempistica del licenziamento possa dimostrare un intento ritorsivo. Nelle motivazioni si evidenzia infatti che, in precedenza, la Rai aveva adottato nei confronti del giornalista soltanto una sanzione conservativa per un diverso procedimento disciplinare e aveva anche valutato possibili soluzioni organizzative per un suo reinserimento professionale. Per il giudice, quindi, il licenziamento non rappresenta una reazione alle iniziative giudiziarie intraprese dal lavoratore, ma è giustificato dalla gravità dei fatti contestati.

La vicenda tra Varriale e la Rai ha origine nel 2021, quando il giornalista viene coinvolto in un’inchiesta per maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. Dopo l’apertura del procedimento penale, l’azienda lo allontana progressivamente dagli incarichi operativi e dalle trasmissioni di Rai Sport, mantenendolo però in servizio. Successivamente Varriale si rivolge al giudice del lavoro sostenendo di essere stato demansionato e ottiene una sentenza che riconosce la dequalificazione professionale subita.

Sul fronte penale, oltre alla condanna a 10 mesi per stalking e lesioni, confermata in appello, Varriale è stato condannato anche a sette mesi in un distinto procedimento per minacce nei confronti di un’altra donna. Dopo questi sviluppi giudiziari, nell’ottobre 2025 la Rai aveva disposto il licenziamento per giusta causa, decisione che il Tribunale ha ora confermato respingendo il ricorso dell’ex giornalista.

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