Il mondo FQ

Le difese virtuali per Mbappé e Olise, i movimenti di Haaland e i rigori inglesi: così l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i Mondiali

Dalle analisi tattiche di Deschamps allo scouting del Marocco, dalle previsione degli infortuni al gegenpressing tedesco: ormai l'AI è diventata uno strumento indispensabile anche per i ct. Ma, per fortuna, da sola non basta...
Le difese virtuali per Mbappé e Olise, i movimenti di Haaland e i rigori inglesi: così l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i Mondiali
Icona dei commenti Commenti

Digital Twins. O, se preferite, jumeaux numériques, visto che parliamo di Francia. In italiano, gemelli digitali. Sono repliche virtuali di oggetti, o processi, o sistemi, o luoghi, o persone fisiche, aggiornate e studiate in tempo reale attraverso sensori o applicazioni di Intelligenza Artificiale. Gli analisti della nazionale francese sono riusciti, con l’aiuto dell’IA, a creare repliche dei calciatori per loro interessanti, basandosi sullo storico di migliaia di ore di gioco. Il software simula, nello specifico, soprattutto come la retroguardia avversaria reagirà a seconda che Kylian Mbappé attacchi lo spazio centralmente o partendo da sinistra o da destra, prevedendo le probabili linee di passaggio aperte dai suoi movimenti. Non è certo solo per questo che Mbappé continua a segnare e battere record. O che Olise sa dove trovarlo anche a occhi chiusi. Però aiuta. E molto. Come gli algoritmi di “chimica tattica”, altro strumento a disposizione di una Francia fin qui travolgente: qui l’IA calcola l’indice di intesa teorica tra i reparti. Per fare un esempio, analizza i tempi di inserimento dei centrocampisti in relazione alla velocità di rilascio del pallone degli esterni, suggerendo al ct Deschamps le combinazioni di formazione e di gioco con la più alta probabilità statistica di scardinare i blocchi difensivi bassi. Conclusione: l’IA aiuta a vincere.

Il tabellone dei Mondiali aggiornato

La Germania invece ha focalizzato le sue attenzioni, seguendo le indicazioni del ct Nagelsmann, su ottimizzazione del gegenpressing e gestione dei nazionali meno giovani. Da una parte, per aumentare l’intensità e perfezionare i tempi di pressione immediata dopo la perdita del pallone, sono stati studiati modelli di IA capaci di leggere e sezionare i video in modo da indicare sia la correttezza o meno delle distanze tra i reparti della nazionale tedesca, sia i movimenti più vulnerabili degli avversari. Contemporaneamente, allo staff medico sono stati stati messi a disposizione modelli predittivi in grado di capire l’esatto momento in cui un giocatore rischia un sovraccarico muscolare, aiutando così a mantenere in condizione i più esposti all’usura. In realtà, non hanno funzionato bene né l’una né l’altra applicazione. La riconquista palla della squadra è sempre risultata faticosa e ritardata, dando la possibilità agli avversari di risistemarsi, e i ritmi di gioco sono risultati troppo blandi, mentre Neuer ha dimostrato tutti i suoi 40 anni. Conclusione bis: l’IA sarà anche un bell’aiuto, ma non è che con l’IA si abbiano garanzie di vittoria. Per fortuna, si potrebbe aggiungere.

Gli ambiti di impiego dell’Intelligenza Artificiale da parte delle varie nazionali qui ai Mondiali sono sostanzialmente tre. 1) Assistenza tattica. Si utilizzano sistemi che trasformano milioni di dati grezzi in report che permettono agli analisti di studiare le abitudini degli avversari, in particolare come coprono il campo, come marcano, le modalità delle loro transizioni offensive e difensive e quindi di elaborare schemi che li mettano in difficoltà. 2) Monitoraggio atletico e prevenzione sanitaria. I dati raccolti alimentano algoritmi che valutano il carico di lavoro, la stanchezza muscolare e i rischi di infortunio, consentendo allo staff tecnico di ottimizzare formazione e cambi. 3) Scouting. Le Federazioni usano sempre più frequentemente l’IA per setacciare video di milioni di calciatori in tutto il mondo, in modo da scoprire gli emigrati che possono essere reclutati. Sono stati realizzati algoritmi che consentono di identificare non solo potenziali talenti da formare, ma anche giocatori già pronti i cui movimenti naturali collimano con i profili richiesti.

In questo campo, le squadre africane, che stanno vivendo una vera e propria rivoluzione digitale, sono all’avanguardia. La Federazione marocchina ha addirittura stretto un accordo con Google Gemini, partner ufficiale IA della nazionale. La ricerca di giocatori da riportare a casa continua a essere l’obiettivo principale, e infatti dieci degli undici titolari qui sono nati all’estero. Ma non è l’unico. Si sviluppano modelli contestualizzati (sviluppati in collaborazione con laboratori di intelligenza artificiale locali) per mappare le prestazioni fisiche ad alta intensità dei calciatori individuati nei loro campionati. Inoltre si basa su forme di AI il coinvolgimento degli stessi tifosi, permettendo loro di scoprire tutti i segreti del gioco in tempo reale direttamente dai propri smartphone e persino di comporre inni personalizzati tramite algoritmi audio. In futuro, al centro dell’attenzione vi saranno i problemi della sicurezza: in vista dei Mondiali 2030, si stanno implementando sistemi IA predittivi per monitorare i flussi di folla e l’efficacia delle misure di prevenzione di incidenti negli stadi.

Il Senegal ha affrontato il tema dell’osservazione dei talenti nelle zone rurali, dove non arrivano gli osservatori tradizionali. Con una metodologia di scouting basata su cloud e smartphone: attraverso una collaborazione strategica con Intel, viene utilizzata un’applicazione avanzata in grado di analizzare i video acquisiti. Di più: l’algoritmo è in grado di calcolare all’istante oltre 1.000 punti dati biomeccanici (come accelerazione, velocità nei cambi di direzione e potenza esplosiva), in modo da inserire i profili migliori in un database centralizzato a disposizione dei selezionatori delle squadre giovanili. Le stesse Nigeria, Sudafrica e Ghana, pur non dotate di modelli proprietari, si sono integrate nelle grandi pipeline di dati globali: piattaforme specializzate che raccolgono e catalogano i dati del calcio africano per colmare il divario con l’Europa e tracciare oggettivamente i progressi delle varie Academy.

Il Brasile ha addirittura attirato l’attenzione del New York Times che gli ha dedicato in prima pagina un lungo reportage intitolato: “Il Brasile si rivolge alla IA per trovare il nuovo Pelé”. Un po’ enfatico, ma tant’è. La Federazione ha avviato infatti anch’essa un vasto programma di scouting tramite smartphone. Una serie di app che consentono ai giovani calciatori delle zone più remote del Paese di caricare i loro video di allenamenti e partite. L’IA estrae dati rielaborati (velocità di esecuzione, precisione di calcio, controllo orientato, e così via) e segnala i profili più promettenti direttamente agli osservatori della Seleção, riducendo i costi dei viaggi degli osservatori.

A volte più specifiche sono invece le applicazioni utilizzate dalle nazionali europee. La Football Association inglese si affida all’IA principalmente per combattere la “maledizione” dei calci di rigore, storico tallone d’Achille della nazionale. E’ stato adottato un software che mappa la reattività e le abitudini dei portieri avversari: l’algoritmo suggerisce l’angolo ideale di tiro, il tipo di rincorsa da prendere e il posizionamento migliore del corpo del rigorista. Quello che prima richiedeva ai match analyst cinque giorni di lavoro manuale, ora viene completato dall’IA in appena cinque ore. La Norvegia ha commissionato algoritmi su misura per Erling Haaland: vengono scomposti i movimenti degli avversari con l’obiettivo di scoprire persino i minimi errori di posizionamento delle difese e i tempi di reazione dei portieri, permettendo ai centrocampisti più bravi, in particolare Ødegaard, di servire assist capaci di innescare la velocità del bomber negli spazi che vengono calcolati.

Nel campo dell’innovazione tecnologica, gli Stati Uniti non potevano che essere all’avanguardia. Anche loro si affidano all’IA per i sistemi di scouting, stimando una base addirittura di circa 60 milioni di adolescenti sparsi in tutti i continenti idonei a vestire la maglia delle varie nazionali Usa, grazie a criteri di cittadinanza e discendenza. Poiché gli osservatori possono raggiungerne meno dell’1%, la Federazione ha commissionato algoritmi utili ad esaminare i filmati delle partite giovanili ovunque vengano giocate e registrate. Ma soprattutto gli Usa si stanno specializzando nei processi di analisi tattica. Pochettino ha adottato una piattaforma che fornisce allo staff indicazioni in diretta durante la partita, leggendo e rielaborando i movimenti degli avversari.

Insomma, se il “Diaspora Tracking” come l’ha ribattezzato la Federcalcio di Curacao, resta l’applicazione più utilizzata e più diffusa, la tendenza di questo Mondiale racconta che l’era dei Trapattoni è definitivamente al tramonto: vanno bene istinto ed esperienza, ma senza IA ormai non si può più allenare.

(Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’Intelligenza Artificiale)

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione