“Una rivincita simbolica contro i becchini della democrazia e della libertà che occuparono quando alla Camera volevamo presentare la nostra proposta di legge”. Luca Marsella di Casapound, questa mattina assieme al “Comitato remigrazione e riconquista”, ha depositato alla Camera dei Deputati la proposta di legge per la “remigrazione” con “132mila firme”.
Montecitorio blindato per l’arrivo della delegazione di estrema destra, che però non è stata accolta da contestazioni. “La nostra proposta è sacrosanta e non è anticostituzionale, quantomeno se lo sarà non lo decide né il Pd né Repubblica, ma la Corte Costituzionale”.
Per i proponenti della proposta di legge di iniziativa popolare “la remigrazione non riguarda solo la problematica della sicurezza ma anche il lavoro. Perché non è vero – afferma Marsella – che ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ci sono stipendi che non possono accettare”. E Ivan Sogari, vicepresidente del Comitato Remigrazione aggiunge “non mi pongo il problema nel dire che secondo me la tematica del ‘salario minimo’ sarebbe una tematica da affrontare perché gli stipendi al giorno d’oggi in Italia non sono adeguati”. Intorno a Futuro Nazionale e a Roberto Vannacci serpeggia scetticismo. “Non ha firmato la nostra proposta, non ha partecipato al nostro corteo. L’Italia non ha bisogno di ‘generali’” afferma Marsella.
“Non è che se viene approvata la nostra proposta la remigrazione avverrà dall’oggi al domani, è un processo che richiede tempo, che richiede anni, decenni anche” continua Marsella che, di fronte alle domande dei cronistri sulla mancanza di alcuni accordi di rimpatrio con alcuni Paesi d’orgine dei migranti, obietta “mandateci al governo e noi li facciamo in dieci minuti”.
Se da un lato c’è soddisfazione per un termine ormai sdoganato nel lessico politico e non solo, è evidente che la proposta Casapound e di altre formazioni di estrema destra sia stata fatta proprio in risposta a Vannacci e alla sua nuova formazione politica. “Noi gli stiamo servendo su un piatto d’argento una proposta di legge – afferma Salvatore Ferrara. Il leader di Futuro nazionale ha già annunciato che scriverà un libro per spiegare come funzionerebbe la ‘remigrazione’. “Ma chi se ne frega dei libri. Faccia un copia ed incolla del nostro libro che è uscito qualche mese” la replica dei die vicepresidenti del Comitato.