Litigò con don Milani a suon di parolacce e rifiutò la scuola di Barbiana: la storia di Nanni Banchi, che da 60 anni prega sulla tomba del priore
Lui, a sinistra nella foto qui sopra, il più alto e robusto, è Nevio Santini. L’altro sulla destra, che con la mano sinistra si poggia sul bastone, è Nanni Banchi. Due discepoli di don Lorenzo Milani, mentre si appoggiano alla croce della tomba del priore, a Barbiana. Dove si ricordano i 59 anni dalla morte del prete, il 26 giugno 1967, tra le polemiche del mondo milaniano e una storia, quella di Banchi, da raccontare nei giorni tesi della scuola. Andiamo con ordine.
Le polemiche, per cominciare. C’è chi ha storto la bocca per la gestione del centenario della nascita del priore (nato nel 1923). Alla fine è stato pubblicato un cofanetto con due libri di studi, analisi e testimonianze dalla piccola casa editrice Scintille di Futuro, presidente l’ex pm Pietro Grasso, mentre Rosy Bindi presiede il comitato scientifico. Fior di nomi come autori dei numerosi contributi, da Giuliano Amato all’ex cardinale di Firenze Giuseppe Betori. Nomi di sicuro prestigio, ma a Barbiana, si sa, gli intellettuali non sono molto amati. Piacciono più tipi come Santini e Banchi, due operai, gente del popolo.
Nanni Banchi era un falegname ai tempi di don Lorenzo: il priore fece di tutto per volerlo tra i banchi della sua scuola spartana. Racconta Sabrina Banchi, figlia di Nanni: “Mio padre andava da don Milani insieme a mio nonno che era praticamente il falegname ufficiale di Barbiana. Lui era un po’ più grande dei ragazzi ma don Lorenzo accorgendosi della curiosità che traspariva dagli occhi di Nanni, gli propose di iniziare anche lui ad andare su, alla scuola. Mio padre rifiutò soprattutto perché imbarazzato dal fatto che sarebbe stato il più grande in mezzo a tutti ragazzini più giovani ma che già avevano conoscenze superiori alle sue”. Si racconta che scoppiò anche una lite tra il priore e il giovane falegname. Nanni salì dal priore una sera in cui questi con un binocolo faceva ammirare le stelle. Ad un certo punto il priore si rivolse a Nanni e gli indicò una stella: “Nanni, dimmi come si chiama”. E lui, il giovane falegname: “M’importa una sega delle stelle…”. Risposta che fece infuriare il priore. Volarono parole grosse.
Morto il priore, nel 1967, Nanni Banchi iniziò a non darsi pace per non essere andato a scuola a Barbiana. Fondò il Centro di Formazione e Ricerca don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana. Perché “i ragazzi e Nanni – spiega la figlia – volevano che il ‘patrimonio’ di Barbiana continuasse a vivere nel tempo attraverso le testimonianze e la diffusione dei valori e dei princìpi di don Milani. E Nanni Banchi, che oggi ha 89 anni, gambe malferme, non perde occasione per farsi accompagnare sulla tomba del priore, si siede, prega e chiede perdono per quel no che gli è pesato molto. Per quella stella non riconosciuta. Per quel vaffa scagliato contro il priore-maestro. “In casa – conclude Sabrina Banchi – l’assenza di mio babbo per la dedizione rivolta al centro don Milani si è sentita spesso ma con il senno di poi mi rendo conto che è stato un bene immenso perché se non era per lui e molti altri ragazzi non si avrebbe mai avuto una conoscenza così approfondita e dettagliata del fenomeno don Milani e la scuola di Barbiana”.