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Violenze e pestaggi a Cagliari, arrestati sette ragazzini: un anno di aggressioni, minacce e aggressioni adolescenti

L'inchiesta è stata innescata da un approfondito studio e dalla ricostruzione di molteplici elementi provenienti da diversi procedimenti penali. Tra le vittime anche un adulto
Violenze e pestaggi a Cagliari, arrestati sette ragazzini: un anno di aggressioni, minacce e aggressioni adolescenti
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Botte, minacce e agguati. In alcuni casi anche coltelli a serramanico mostrati per intimidire le vittime. È questo il quadro emerso a Cagliari, dove una baby gang composta da sette minorenni, tra i 15 e i 16 anni, avrebbe trasformato per mesi la vita di altri ragazzi e di un adulto straniero in un incubo fatto di violenza e paura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe agito in modo sistematico tra il marzo 2025 e il febbraio 2026, mettendo in atto episodi di aggressioni, pedinamenti, minacce e atti persecutori. Nel mirino soprattutto coetanei, ma anche un adulto, vittima di insulti e veri e propri agguati.

Sullo sfondo delle condotte contestate emergerebbe anche un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, che avrebbe contribuito a consolidare il controllo del gruppo sul territorio. Per fermare la banda sono stati necessari mesi di indagini complesse, condotte dai carabinieri della compagnia di Cagliari attraverso appostamenti, analisi di dispositivi informatici, riscontri su immagini di videosorveglianza e attività di pedinamento. Un lavoro investigativo che ha consentito di delineare un solido quadro indiziario.

La svolta è arrivata all’alba, quando i carabinieri hanno eseguito sette misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni su richiesta della Procura. Due ragazzi sono stati collocati in comunità, quattro sottoposti alla permanenza in casa, mentre per il settimo sono state disposte prescrizioni specifiche in un percorso rieducativo.

L’inchiesta è stata innescata da un approfondito studio e dalla ricostruzione di molteplici elementi provenienti da diversi procedimenti penali. Attraverso l’analisi forense di dispositivi informatici, svariate attività di osservazione e pedinamento, ricerche su fonti aperte e l’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti a delineare un solido quadro indiziario a carico dei giovani indagati. Un tassello cruciale per la svolta investigativa è stato rappresentato dall’operazione dello scorso 20 febbraio, quando i Carabinieri avevano eseguito quattordici decreti di perquisizione domiciliare con contestuale notifica di informazioni di garanzia nei confronti di altrettanti adolescenti, alcuni dei quali già noti alle Forze di Polizia.

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