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Stp Brindisi, la sede bonificata a caccia di microspie dopo l’inchiesta del Fatto. E il Cda si spacca sul bilancio 2025

L'incarico da 1.800 euro a un'agenzia investigativa dopo le rivelazioni sulla transazione da 850mila euro a un dipendente licenziato e poi riassunto, cugino del presidente del Consiglio regionale
Stp Brindisi, la sede bonificata a caccia di microspie dopo l’inchiesta del Fatto. E il Cda si spacca sul bilancio 2025
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La STP di Brindisi ha pagato un’agenzia investigativa per bonificare la sede da cimici e microspie. E una settimana fa la Guardia di finanza ha bussato alla porta della stessa società per acquisire tutte le carte relative al caso di Toni Esperte, dipendente licenziato e poi riassunto con una controversa operazione costata 850mila euro alle casse della società pubblica con contorno di polemica politica visto che Esperte è un ex consigliere comunale di Mesagne ed è cugino di Toni Matarrelli, asso pigliatutto della politica brindisina e attuale presidente del Consiglio regionale della Puglia.

Difficile dire se i due fatti siano collegati. Di sicuro c’è che la società di trasporto pubblico sta esplodendo: lunedì scorso il Consiglio di amministrazione si è spaccato sulla proposta di bilancio, che è passato a maggioranza con il voto contrario dell’ex deputata Pd Elisa Mariano, motivato proprio con la sua contrarietà alla transazione firmata da Esperte e dalla presidente di STP Alessandra Cursi.

Il Cda della società di trasporto pubblico è composto da tre componenti: due sono nominati dal socio di maggioranza cioè la Provincia di Brindisi, ovvero la presidente Cursi (avvocata nonché moglie dell’ex capo di gabinetto della Provincia di Brindisi nell’era Matarrelli, Francesco Civino) e l’ex deputata dem Mariano, anche lei in quota centrosinistra ma proveniente da un’area diversa rispetto a quella di Matarrelli; il terzo componente è Pasquale Dagnello in rappresentanza del socio di minoranza, cioè il Comune di Brindisi dove il sindaco Giuseppe Marchionna governa con una maggioranza di centrodestra.

A far scoppiare le contraddizioni è stato, evidentemente, l’inchiesta de ilfattoquotidiano.it e il fascicolo aperto subito dopo dalla procura regionale della Corte dei Conti. La procuratrice Carmela de Gennaro vuole vederci chiaro nel tortuoso percorso con cui Esperte ha ricevuto un risarcimento-monstre da 850mila euro erogato nel giro di 90 giorni a titolo non di reintegra, come sarebbe stato naturale, ma di “risarcimento danno emergente”. Una differenza che sembra di lana caprina ma che ha comportato un duplice vantaggio per l’ex consigliere comunale: non aver pagato il 43% di tasse sulla somma e non aver dovuto restituire la Naspi percepita durante il periodo di disoccupazione.

Se ci sia stato un danno per le casse pubbliche (o della società partecipata o, più probabilmente, degli enti pubblici che ne sono soci ovvero Provincia e Comune di Brindisi) è l’interrogativo che la Corte dei Conti intende chiarire con le indagini affidate alla Guardia di finanza, che il 17 giugno hanno acquisito tutte le carte e una relazione sulla vicenda stilata dalla Cursi con l’aiuto dell’avvocato lavorista Fernando Caracuta e dell’avvocata penalista Cinzia Cavallo.

Pochi giorni dopo, il 23 giugno, il consiglio di amministrazione è esploso sul bilancio consuntivo 2025, tra le cui pieghe è compreso anche l’esborso da 850mila euro per la transazione Esperte. A sorpresa hanno votato a favore Cursi e Dagnello, in una inedita alleanza sinistra-destra mentre ha votato contro la Mariano, ex deputata del Partito Democratico. “In questo momento ritengo utile non rilasciare dichiarazioni”, taglia corto l’ex parlamentare. Ma chi era presente alla riunione parla di nervi tesissimi e scontro acceso, con le accuse rivolte da Mariano a Cursi di essere stata tenuta all’oscuro di tutto.

In ballo non c’è solo l’indagine della Corte dei Conti delegata alla Finanza ma anche l’eventuale evasione fiscale; non a caso della vicenda si sta interessando anche l’Agenzia delle Entrate per le tasse non versate da Esperte: circa 350mila euro mancanti che nessuno sa chi deve versare, tanto che nel Cda si è anche discusso a lungo di una ipotesi estrema, ovvero che sia STP a sanare la situazione versando questa ulteriore somma per poi recuperarla a rate dallo stipendio del dipendente. Un’ipotesi surreale ma concreta, che sarebbe stata accantonata solo provvisoriamente.

E a dare l’idea del livello di tensione e di sospetto raggiunto all’interno dell’azienda pubblica che conta 345 dipendenti e serve i 20 comuni della Provincia di Brindisi c’è anche un fatto piccolo ma significativo. Nello scorso mese la sede dell’azienda pubblica è stata setacciata da una agenzia di investigazioni private alla ricerca di microspie e di registratori nascosti negli uffici. L’incarico da 1.800 euro con la dicitura “bonifica ambientale” è stato assegnato alla Top Service Agency srls, la stessa azienda che cura alcuni servizi di security per il Forum in Masseria che Bruno Vespa organizza nella sua tenuta a Manduria.

“Ma sia chiaro, abbiamo cercato apparecchiature private, a noi non risulta che ci siano inchieste giudiziarie o di polizia o non avremmo accettato l’incarico”, mette le mani avanti il titolare Vito Marino Andriani, che spiega poi che si è trattata di una classica bonifica anti spioni. “Con un apparecchio apposito abbiamo verificato se negli uffici più sensibili fossero stati piazzati registratori o altre apparecchiature simili”, spiega, senza però rivelare se la ricerca abbia dato esito positivo. Non si sa se ci siano spioni nascosti negli uffici dell’azienda pubblica, quello che rimane certo è che le Fiamme gialle stanno indagando e sembrano intenzionati ad arrivare in fondo alla questione.

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