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“La responsabilità di Moretti per la strage di Viareggio è chiara, è limpida e inequivocabile”, l’avvocato di parte civile delle vittime: “Fu scelto di massimizzare il profitto”

L’avvocato Gabriele Dalle Luche, spiega perché anche il top manager risponde di quella tragedia: "Le responsabilità erano ormai acclarate da tempo, tanto degli imputati tedeschi quanto degli imputati italiani" 
“La responsabilità di Moretti per la strage di Viareggio è chiara, è limpida e inequivocabile”, l’avvocato di parte civile delle vittime: “Fu scelto di massimizzare il profitto”
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Ci sono voluti diciassette anni perché la strage di Viareggio trovasse il suo punto fermo nelle aule di giustizia. Con la decisione della Cassazione di giovedì 25 giugno 2026 – che aveva già accertato la responsabilità penale nel gennaio del 2024 – e l’ingresso in carcere di Mauro Moretti, si chiude uno dei processi più lunghi e complessi della storia giudiziaria italiana, consegnando alle famiglie delle 32 vittime quella verità giudiziaria che hanno inseguito per quasi due decenni.

Era la notte del 29 giugno 2009 quando un treno merci carico di Gpl deragliò poco prima della stazione. L’esplosione e il violentissimo incendio investirono le abitazioni affacciate sui binari, trasformando in pochi istanti un intero quartiere in un inferno di fuoco. Le fiamme non lasciarono scampo a 32 persone, tra cui tre bambini, e segnarono per sempre la città: oltre alle vittime e ai gravissimi danni materiali, quella tragedia ha lasciato ferite profonde nella comunità, rimaste aperte fino all’epilogo giudiziario. L’avvocato Gabriele Dalle Luche, legale di alcune parti civili costituite, nonché dell’Associazione dei familiari il Mondo che Vorrei Onlus, spiega perché anche il top manager è responsabile di quella tragedia.

La Cassazione ha chiuso definitivamente il processo sulla strage di Viareggio. Perché la responsabilità di Mauro Moretti è così centrale?
La responsabilità dell’ingegnere Moretti è chiara, è limpida e inequivocabile, anche soprattutto nel suo ruolo di amministratore della holding. L’ingegnere Moretti ha infatti esercitato il potere di direzione e coordinamento che sono propri dell’amministratore delegato di una holding, ingerendosi direttamente nella gestione delle proprie controllate di Trenitalia e di RFI, scegliendo di trascurare la sicurezza per quanto riguarda il trasporto di merci pericolose.

La sentenza di ieri su quali aspetti si è concentrata e quale principio ha ribadito la Cassazione?
La sentenza di ieri pronunciata ha posto fine al lungo iter processuale relativo alla strage di Viareggio dopo 17 anni. In Cassazione si discuteva essenzialmente della concessione delle attenuanti generiche e in particolar modo della loro quantificazione. I giudici hanno ribadito come fosse giusta l’impostazione della Corte territoriale fiorentina che aveva riconosciuto le attenuanti generiche nella misura di un nono per tutti gli imputati. Le responsabilità erano ormai acclarate da tempo, tanto degli imputati tedeschi quanto degli imputati italiani

Secondo l’accusa, quali sono state le scelte che hanno portato al disastro?
Viareggio nasce infatti da scelte quantomeno imprudenti degli amministratori delle nostre ferrovie. Scelte imprudenti in materia di manutenzione, in materia di mancata tracciabilità dei rotabili che circolavano sulle nostre ferrovie, scelte imprudenti dettate dalla massimizzazione del profitto a danno della sicurezza.

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