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Stellantis ferma Cassino fino al 3 luglio: la fabbrica ha lavorato 32 giorni in sei mesi. Stop anche a Pomigliano

Il conteggio del primo semestre si chiude quindi con 32 giorni lavorati e circa 4.000 auto prodotte. Il sito campano si ferma dall'1 al 3 luglio
Stellantis ferma Cassino fino al 3 luglio: la fabbrica ha lavorato 32 giorni in sei mesi. Stop anche a Pomigliano
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Tutti a casa dal 26 giugno al 3 luglio compreso. Gli operai della fabbrica di Stellantis di Cassino non lavoreranno per un’altra settimana. La direzione aziendale, a causa della mancanza di ordini, ha comunicato la chiusura dei reparti di lastratura, verniciatura e montaggio: in pratica il cuore di uno stabilimento di auto. Il nuovo blocco rischia di trasformarsi in un anticipo di chiusura estiva per ferie, al momento prevista dal 3 al 16 agosto, con un rientro in fabbrica continuativo solo ad agosto inoltrato.

Mentre questa settimana è rimasta ferma la fabbrica di Mirafiori ufficialmente per mancanza di componenti, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, l’azienda ha comunicato che non si lavorerà anche a Pomigliano d’Arco, il sito più performante, per tre giorni. Dall’1 al 3 luglio si fermano la linea montaggio dell’Alfa Romeo Tonale ed enti collegati, la linea della Fiat Panda, i reparti Plastica e Stampaggio.

L’ennesima serrata ferma il conteggio dei giorni lavorati nel primo semestre a quota 32 con circa 4.000 auto prodotte con una proiezione che, senza un aumento dei volumi, porterà attorno a 8.000 unità in un anno tra Alfa Romeo Stelvio, Alfa Romeo Giulia e Maserati Grecale.

Un’agonia senza fine per il sito che sorge tra Cassino e Piedimonte San Germano: nel 2025 c’erano stati oltre cento giorni di fermo produttivo e sembrava essere l’anno nero, ma la situazione di stallo è definitiva esplosa dall’inizio del 2026. E all’orizzonte non ci sono novità.

L’amministratore delegato Antonio Filosa ha ufficializzato in Parlamento la ricerca di un partner – c’è una discussione in corso con due costruttori – per tentare il rilancio, ma ha chiarito che tutto passa attraverso il progetto di Maserati. Se ne riparlerà a dicembre.

A conti fatti, non c’è alcuna possibilità di una svolta all’interno dell’impianto prima della seconda metà del prossimo anno. Il principale problema di Cassino è legato ai modelli assegnati: le due Alfa risalgono addirittura all’era Marchionne, mentre il Maserati Grecale è del 2021 e non ha mai fatto registrare volumi degni di nota.

Nel frattempo la fabbrica – che nel 2017 aveva prodotto oltre 135mila vetture – si sta svuotando. I dipendenti sono passati da 4.400 a poco più di duemila. Si lavora su un turno e gli operai convivono con il contratto di solidarietà da anni. La situazione è disperata, Stellantis ha assicurato a più riprese di avere un progetto di rilancio ma predica pazienza sui tempi. L’autoconsunzione è dietro l’angolo.

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