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Sorelle scomparse in Abruzzo: i tre fermati hanno risposto alle domande della gip. Attesa la convalida

I tre indagati sono sottoposti a fermo con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Intanto il padre delle ragazzine rivela: "Non mi odiano, ho visto la maggiore il 22 maggio"
Sorelle scomparse in Abruzzo: i tre fermati hanno risposto alle domande della gip. Attesa la convalida
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A tre giorni dal ritrovamento a Formia delle due sorelline scomparse da una casa famiglia in Abruzzo, si sono conclusi gli interrogatori di garanzia della madre Valentina D’Acunto, di suo padre Marco D’Acunto e del compagno della donna, Vincenzo Esposito. Tutti e tre sono sottoposti a fermo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso nei confronti di Sarah e Alysia Di Giacinto, di 12 e 16 anni. La giudice per le indagini preliminari, Giulia Sani, ha ascoltato i tre indagati nel tribunale di Sulmona e la decisione sulla convalida dei fermi è attesa non prima delle 16. Tutti e tre hanno risposto alle domande della gip che dovrà ora pronunciarsi entro i termini previsti dalla legge, che scadono alle 5.50 di domani mattina.

I tre indagati sono stati sottoposti a fermo lunedì scorso all’alba, poche ore dopo il ritrovamento delle due minori nella casa di una lontana parente della mamma che le ha nascoste per due settimane a Formia, in provincia di Latina. Anche la “zia” acquisita è indagata a piede libero. Per partecipare agli interrogatori, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto sono stati trasferiti dal carcere di Sulmona, mentre Valentina D’Acunto è giunta dal penitenziario di Teramo. Le indagini comunque proseguono per chiarire le modalità dell’allontanamento e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte nella vicenda.

Sullo sfondo della vicenda rimane sempre il contrasto tra la madre delle due sorelle e l’ex marito, Stefano Di Giacinto. I due hanno perso la responsabilità genitoriale a seguito di una lunga battaglia giudiziaria dopo il divorzio in mezzo al quale sono finite le due ragazzine. A fine maggio però il Tribunale per i minori di Cassino l’aveva restituita solo al padre. Il 24 giugno, Di Giacinto ha commentato le parole di Maria Mastroianni, madre di D’Acunto, che ha sostenuto che le ragazze odino il padre: “Ne ho ricevute tante di offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni. Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie“. Di Giacinto ha anche poi rivelato che la figlia maggiore aveva chiesto ai servizi sociali di poterlo incontrare, ottenendo il consenso. Il 22 maggio, stando a quanto sostenuto dal padre, si sono incontrati a Cassino in un incontro durato più di 2 ore: “Dopo 6 anni e mezzo ci sono stati abbracci, coccole, carezze, ci siamo presi mano nella mano e abbiamo pianto insieme, mi ha chiesto scusa di tutto quello che aveva fatto nei miei confronti, dicendo che purtroppo era stata gestita e comandata a fare tutto ciò“.

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