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Il Brent scende ai prezzi pre guerra in Iran: poco sopra i 70 dollari al barile. “Iran vuole miliardi dal transito via Hormuz”

Trump ribadisce: "Inaccettabile un pedaggio per passare attraverso lo Stretto di Hormuz". Il memorandum con Teheran lascia aperta la possibilità che dopo i primi 60 giorni vengano applicati pedaggi per servizi marittimi
Il Brent scende ai prezzi pre guerra in Iran: poco sopra i 70 dollari al barile. “Iran vuole miliardi dal transito via Hormuz”
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Il petrolio Brent, benchmark internazionale di riferimento per l’Europa, è sceso giovedì sotto i livelli precedenti all’attacco di Usa e Israele contro l’Iran, grazie alla graduale ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del barile con consegna ad agosto ha perso nelle contrattazioni notturne oltre l’1%, raggiungendo i 72,44 dollari, rispetto alla chiusura di 72,48 dollari del 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio del conflitto.

Gli Stati Uniti “vogliono un accordo con l’Iran, ma non un accordo a ogni costo”, ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in Bahrein, dove parteciperò al Consiglio di cooperazione del Golfo. “Lo Stretto di Hormuz non apparterrà ad alcuno stato”, ha aggiunto, insistendo sul fatto che Washington punta “a una pace duratura e reale” che non comprometta la sicurezza e la prosperità degli Stati Uniti o dei loro alleati. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dal canto suo ha affermato che un accordo definitivo con l’Iran non può includere alcun pedaggio per il trasporto marittimo. “Sarebbe inaccettabile per me”, ha dichiarato in risposta alla domanda di un giornalista nello Studio Ovale. Sebbene il memorandum d’intesa firmato la scorsa settimana impedisca all’Iran di imporre pedaggi nello Stretto di Hormuz per i prossimi 60 giorni, come sottolinea il Times of Israel, lascia aperta la possibilità che Teheran possa farlo in seguito.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Paese sta valutando i modelli adottati in altre parti del mondo, fra i quali quello usato dalla Turchia per i Dardanelli, e preme per l’imposizione di tasse sui servizi alla sicurezza e la tutela ambientale dello Stretto per generare fino a 40 miliardi di dollari l’anno. Il ministro degli Esteri omanita, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato dell’Oman, ha fatto però sapere che non saranno imposte tariffe. Il ministero degli Esteri iraniano pareva intenzionato a convincere anche il vicino nell’esazione di un “pedaggio” per la fornitura di “servizi” per il transito delle navi.

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