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Ultimo aggiornamento: 17:10

Crosetto e le cifre della guerra della Russia: “Conta 30mila tra morti e feriti al mese”. E non chiude all’ipotesi di Draghi mediatore per l’Europa

Per Il ministro della Difesa c’è la necessità di cercare una soluzione "il prima possibile", anche per evitare che Mosca venga spinta verso un'escalation. “Non bisogna mai mettere un animale selvaggio nell'angolo, perché poi alla fine, quando non ha nulla da perdere, rischia di diventare ancora più pericoloso”
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“Se si vuol avere una posizione come Europa, si individui una persona con la forza di 27 nazioni e si apra un tavolo di trattativa. Le soluzioni delle guerre sono sempre diplomatiche. O qualcuno vince, ma questo non è il caso”. A parlare, intervistato alla festa della Verità, è il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando della necessità di arrivare prima o ad un negoziato con il presidente russo Vladimir Putin.

Il ministro ha sottolineato come all’inizio del conflitto “qualcuno pensava che la Russia vincesse in una settimana”. Ma la Russia paga “un prezzo spaventoso”. E il titolare della Difesa del governo Meloni parla di “oltre 30mila tra morti e feriti russi ogni mese, con un picco che mi pare a marzo di 36mila tra morti e feriti russi”. Con questo ritmo, secondo Crosetto, per conquistare ciò che resta delle province contese del Donbass “ci vorrebbero più di 12 anni e con questo ritmo costerebbe oltre due milioni di morti russi”.

Per questo, ha spiegato, “necessariamente, prima o poi, si dovrà arrivare a un tavolo di pace. Fossi io l’Europa direi a Putin e a Zelensky: scegliete voi l’europeo che volete. Non mi interessa se sia francese, tedesco, italiano. Scegliete uno”. E quanto all’ipotesi il mediatore europeo possa essere Mario Draghi “se a loro va bene Draghi, non penso che l’Italia abbia nulla in contrario” ha affermato Crosetto. “La Russia ha capito che non può conquistare l’Ucraina, la Russia ha capito che così il sacrificio è troppo grande. Si arriva a un tavolo e si creano le condizioni per una pace che è possibile e può accontentare tutti e due”, ha concluso.

Nelle stesse ore il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dall’agenzia Interfax, ha assicurato che la Russia ora è concentrata “sul raggiungimento degli obiettivi” del conflitto in Ucraina, ritenendo che “tutte le speranze nell’Occidente come mediatore onesto siano fallite da tempo“. “Semplicemente non c’è bisogno di prenderli sul serio”, ha aggiunto, sottolineando che anche gli Usa sembra si stiano allontanando dal ruolo di “mediatore imparziale e seguano il corso di rafforzare la pressione sanzionatoria sulla Russia”. “Per quanto riguarda gli Usa, per quanto possiamo valutare le loro azioni – ha sottolineato ancora il capo della diplomazia di Mosca – sembra che si stiano allontanando dal rivendicare il ruolo di un mediatore imparziale e seguano il corso di rafforzare la pressione sanzionatoria sulla Russia”.

Quanto al vertice in Alaska tra Trump e Putin (Ferragosto 2025), per Lavrov la dichiarazione di Trump per cui serviva “una pace di lunga durata piuttosto che una tregua di un paio di anni” è stata “dimenticata”. “Non voglio nemmeno sospettare – ha affermato ancora Lavrov – che l’Alaska, come le azioni europee, fosse stata progettata per guadagnare tempo per il riarmo del regime di Kiev, non voglio nemmeno pensarci. Ma in realtà è andata come è andata”.

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