Il mondo FQ

Elezioni Colombia, l’ultraconservatore De La Esprielle (appoggiato da Trump) si proclama vincitore. Cepeda chiede riconteggio

La sinistra contesta 33mila verbali irregolari e ingerenze Usa-Israele. Crolla un'altra diga anti-Donald: Sudamerica, tranne il Brasile, nelle mani del Tycoon
Elezioni Colombia, l’ultraconservatore De La Esprielle (appoggiato da Trump) si proclama vincitore. Cepeda chiede riconteggio
Icona dei commenti Commenti

L’ultraconservatore, con meno di un punto di vantaggio, si prende il centro del Paese mentre il progressista è stato preferito a Bogotà e nelle periferie. Donald Trump e Marco Rubio esultano: “I giorni migliori stanno arrivando”. Euforici anche Milei, Noboa e gli industriali. Circa tremila denunce con accuse di voti comprati, schede precompilate e minacce agli elettori. Persino operai ostacolati dai datori di lavoro.

Meno di un punto percentuale sposta la Colombia a destra. Il Paese sotto l’orbita Usa, tra presunti brogli e accuse incrociate. L’ultraconservatore Abelardo De La Espriella, detto “El Tigre” (Defensores e la Patria), risulta vincitore con il 49,65% (12.937.333 voti). Appena 250mila voti di differenza rispetto al progressista Iván Cepeda (Pacto Histórico) che ha ottenuto il 48,71% (12.691.709 voti). È il risultato preliminare pubblicato dalla Registraduría nacional, l’autorità elettorale colombiana, dopo il conteggio preliminare. Hanno votato 26,2 milioni su 41 milioni aventi diritto: +15,7% rispetto al 2022. In termini geografici: De La Espriella ha vinto nella regione andina centrale, nella pianura centrale e all’estero; Cepeda è stato votato a Bogotà e nelle periferie (regioni Caribe, Pacífica e Amazonas). Crolla un’altra diga anti-Usa, quella di Gustavo Petro. Il Sudamerica, eccezion fatta per il Brasile, è ora nelle mani di Donald Trump. Che ha subito telefonato a El Tigre. Interviene anche il segretario di Stato Usa Marco Rubio che parla di “sicurezza” e contrasto all'”immigrazione clandestina” e assicura: “i migliori giorni della Colombia stanno arrivando”.

Ma alle urne non è andato tutto liscio. La coalizione di Cepeda ha impugnato 33mila verbali e il Ministero dell’Interno ha raccolto circa 3mila denunce. Tra gli episodi raccolti da ilfattoquotidiano.it, si registrano presunti voti comprati, schede già barrate in favore di De La Espriella e operai a cui è stato impedito di esercitare il diritto al suffragio, poiché trattenuti dalle ditte oppure costretti a votare l’ultrà. D’altro canto alcuni abitanti di El Pato (Caquetá) denunciano di aver votato Cepeda sotto minaccia dei gruppi armati (Ejército de liberación nacional e dissidenze ex Farc).

Osservatori come Diana Alfonso denunciano apertamente l’ingerenza Usa, attraverso la firma Tower Strategy, diretta dall’ex capo della Cia a Caracas, Angel de la Torre (ingaggiata dall’Asociación nacional de empresarios Colombia) e flussi anomali di denaro giunti alla Nova Soportes Integral, che avrebbe ricevuto 325mila dollari, e ad altre decine di società vincolate a El Tigre negli Usa. La stessa autorità elettorale ha chiesto alle parti di attendere la verifica dei verbali, necessaria ai fini della proclamazione.

Ma De La Espriella ha preferito tirare dritto. “Giuro di difendere la Costituzione con estrema coerenza!”, esclama El Tigre a Barranquilla, dentro a un cubo di cristallo blindato, davanti a una folla di camice gialle (della nazionale di calcio colombiana) nella quale spunta qualche bandiera israeliana. “Questa vittoria non appartiene a un uomo, a un partito, a una regione, ma all’intera Colombia; a un popolo che ha deciso di recuperare il suo destino”, ha sottolineato De La Espriella, che dedica la vittoria al senatore conservatore Miguel Uribe Turbay, morto l’estate scorsa a Bogotà dopo un attentato con arma da fuoco. “Questa è la notte che segna l’inizio di una nuova era per la nazione e di un cambio d’ordine: la Patria miracolo”, dice. È finito il dialogo di Paz. I gruppi armati, alla pari dei narcos: “Saranno perseguitati nel rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica. Non ci sono zone vietate allo Stato”.

Cepeda invece ci ha creduto fino all’ultimo, convocando 9mila notai e giudici nei seggi, affinché siano controllati “tutti i verbali, uno a uno”. Soltanto allora – aggiunge – “riconosceremo i risultati ufficiali”. Il leader progressista assicura che non permetterà il venir meno delle conquiste sociali: “Ci sono voluti degli anni. Ora siamo una forza resistente”. Più frontale il presidente uscente, che punta il dito contro Tel Aviv, denunciando intrusioni nel sistema elettorale. “Darò ai giudici i dati sui server manipolati“, ha detto Petro, sottolineando: “l’unico che può fare una cosa del genere è lo stato di Israele”.

In risposta a entrambi, De la Espriella esorta al rispetto della “volontà popolare”, dice ai suoi avversari di “fare le valige” e di astenersi dal “seminare terrore”. Israele invece ignora le accuse di Petro e si dice pronta a riallacciare con Bogotà i rapporti interrotti da Petro. “Da Gerusalemme a Bogotà costruiremo nuovi ponti tra i nostri popoli”, ha detto l’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon. Prende parola anche il vicino ecuadoriano Daniel Noboa, che aveva indetto una guerra commerciale contro Petro per favorire l’amico ultrà. “Oggi – ha scritto su X – la Colombia ha scelto l’ordine sull’impunità”. Fuori controllo il leader argentino Javier Milei. “Il Leone ed El Tigre ruggiscono in America Latina – ha detto -. Oggi la maggior parte dei colombiani ha eletto il cammino della libertà economica e della sicurezza implacabile e di dire basta alla criminalità organizzata transnazionale e al narcotraffico”. Non mancano i complimenti dell’Andi, da sempre a destra. “Quanto accaduto oggi – scrivono gli industriali – conferma la forza della democrazia colombiana e delle istituzioni che la sostengono”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione