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Palermo, la giunta Lagalla litiga (ancora) sul Pride. Il sindaco dà il patrocinio, ma FdI attacca: “È una piazza anti-Meloni”

L'assessore all'Innovazione partecipa alla presentazione dell'evento, i meloniani si dissociano. Il primo cittadino: "Rappresentiamo l'intera comunità, no alla contrapposizione politica"
Palermo, la giunta Lagalla litiga (ancora) sul Pride. Il sindaco dà il patrocinio, ma FdI attacca: “È una piazza anti-Meloni”
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Come ogni anno la città di Palermo si appresta, sabato 20 giugno, ad accogliere il Pride. Da quando Roberto Lagalla si è insediato come sindaco nell’estate 2022, la giunta ha sempre patrocinato e sostenuto l’evento, trovando la costante ostruzione dei componenti della sua stessa maggioranza, Fratelli d’Italia in testa, che ha sempre criticato la scelta. Martedì alla presentazione dell’evento c’era l’assessore all’Innovazione Fabrizio Ferrandelli, che ha ribadito come l’amministrazione “sarà sempre in piazza al fianco di chi reclama più diritti e libertà”. Un’adesione non gradita dal collega meloniano Antonio Rini, assessore alla Cultura: “Il Pride a Palermo è diventato palesemente una manifestazione contro il governo Meloni, in cui non si va oltre il tema per cui si manifesta. Quindi, proprio per questo, FdI non la può condividere né sostenere”, ha detto, lamentando che durante il Pride dello scorso anno sia stata sbandierata la foto capovolta della premier con lo slogan “A morte Giorgia Meloni”. Non è mancata, poi, la consueta critica della deputata FdI Carolina Varchi, ex videsindaca di Palermo: “L’unica cosa che emerge chiaramente dalle confusionarie rivendicazioni del comitato promotore del Pride Palermo è il loro collocarsi politicamente a sinistra, in opposizione alle politiche del governo nazionale. Purtroppo per loro, anche quando ha governato la sinistra, le proposte sono state affossate dalla loro stessa maggioranza, come accaduto al ddl Zan”, ha attaccato, dicendosi orgogliosa della sua legge contro “l’utero in affitto”, definita “la schiavitù del terzo millennio”.

Ad evidenziare la doppia anima dell’amministrazione Lagalla è la consigliera comunale Pd Mariangela Di Gangi: “È la consueta contraddizione della destra palermitana. Ieri l’amministrazione comunale era rappresentata alla conferenza stampa del Palermo Pride, oggi Fratelli d’Italia sostiene che il sindaco non possa condividere le rivendicazioni del Pride perché deve rappresentare anche chi le osteggia. È difficile capire quale sia la posizione reale della maggioranza che governa la città”. La consigliera critica soprattutto FdI e Varchi: “Come spesso accade, il sindaco Lagalla preferisce non chiarire. FdI continua a usare i diritti civili come terreno di scontro e propaganda politica. La legge sulla maternità surrogata come reato universale viene esibita come una medaglia, ma resta una norma profondamente ideologica, utilizzata soprattutto per colpire le famiglie omogenitoriali e alimentare divisioni. Un tema così complesso merita serietà e approfondimento, non slogan e bandiere identitarie”. Il sindaco ha espresso la sua posizione in una nota: “Il Comune rappresenta l’intera comunità cittadina, nella sua pluralità e nelle diverse sensibilità che la compongono. Il patrocinio al Palermo Pride nasce dalla tutela dei diritti fondamentali della persona e non implica la condivisione di ogni messaggio o posizione espressi nell’ambito della manifestazione, ovvero lo stesso patrocinio che ho adottato quando ho concesso il patrocinio dell’Università quando ero rettore. Proprio per questo ritengo che un evento che richiama valori universali di libertà, dignità e inclusione non debba essere trasformato in un’occasione di contrapposizione politica. Il confronto tra idee diverse è sempre legittimo e va rispettato, ma senza confondere il piano dei diritti con quello della dialettica politica”, ha dichiarato.

Si tratta, dicevamo, di uno scontro già visto. Fin dalla sua elezione, Lagalla si è sempre dimostrato aperto al Pride: nell’estate 2022 partecipò all’inaugurazione dell’evento, e l’anno successivo l’amministrazione concesse il patrocinio, con il primo cittadino che si definì “garante dei sentimenti di una città, non di una coalizione”. La scelta fece esplodere la rabbia dell’allora vicesindaca Varchi, che prese subito le distanze. Nel 2024 il testo spatrocinio fu bocciato dalla maggioranza in consiglio comunale, ma Lagalla lo concesse comunque: il centrodestra si spaccò, con FdI e Lega che criticarono il sindaco, mentre Forza Italia invitò la cittadinanza ad aderire alla manifestazione. Lo scorso anno (2025), Lagalla e l’assessore Ferrandelli erano stati stati fotografati al corteo, e Varchi era tornata a bacchettare il primo cittadino ricordandogli che “governa anche grazie ai voti di FdI”: l’allora vicesindaco Giampiero Cannella (FdI), oggi sottosegretario alla Cultura del governo Meloni, definì il Pride “uno sfogatoio ideologico contro il centrodestra”, mentre il deputato regionale leghista Vincenzo Figuccia ne parlò come di “una rappresentazione carnevalesca”.

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