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Ultimo aggiornamento: 18:46

Conte a La7: “Da Trump parole inaccettabili. Ma se tu Meloni lo assecondi in tutto, è normale prendere schiaffi in faccia”

"Se Trump ti ignora e tu rappresenti l'Italia con dignità, non fai le faccette per attirare la sua attenzione"
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Quelli di Trump su Giorgia Meloni sono giudizi inaccettabili. Dobbiamo essere tutti uniti nel respingere attacchi del genere da parte di qualsiasi leader di un altro paese. È tanto più inaccettabile se si tratta del nostro tradizionale alleato, e lo dico da cittadino, da politico e da ex presidente del Consiglio”. Collegato in diretta dalla Electrolux di Forlì, dove si trova oggi per portare solidarietà ai lavoratori dello stabilimento minacciati da un piano industriale che prevede oltre 1.700 esuberi, il presidente del M5s Giuseppe Conte interviene nella trasmissione Tagadà (La7), commentando le recenti dichiarazioni di Donald Trump su Giorgia Meloni.

Dopo l’attestato di solidarietà, il leader del M5s passa all’analisi più dura, rivolgendo un’accusa diretta alla premier: Meloni ha rincorso Trump assecondandolo su tutto, gli ha detto di essere disposta a indebitare il Paese per comprare armi americane e gas, ha definito i dazi un buon compromesso, lo ha proposto per il Nobel per la pace, ha giustificato l’attacco illegale al Venezuela come legittima difesa e, sul fronte iraniano, non ha attaccato ma nemmeno condiviso la linea. Lo stesso schema, prosegue Conte, si ripete con Netanyahu: lo ha coperto politicamente e militarmente nonostante le condanne internazionali, e il risultato è stato che Israele ha prelevato cittadini italiani della Flotilla in acque internazionali su navi con bandiera italiana, li ha deportati sul suo territorio e torturati senza nemmeno chiedere scusa.

Conte accusa Meloni di essersi messa dalla parte del mondo Maga invece di difendere l’interesse nazionale italiano, finendo per firmare impegni che poi non riesce a mantenere e subendo “schiaffi in faccia”. Richiama con forza la necessità di una difesa comune europea basata su razionalizzazione delle spese e economie di scala, e invita la premier a smettere di inseguire il presidente degli Usa: “Trump vuole andare per la tua parte e fare il bullo con noi? Noi non gli permettiamo di farlo, ma tu Meloni lo devi dire da subito, perché non è che puoi assecondarlo sempre. Ti fai fare le prefazioni dei libri tradotti in inglese, non tuteli l’interesse nazionale e oggi ti risvegli ed è un brusco risveglio“.

Sul comportamento tenuto al G7, Conte commenta le immagini in cui Meloni cerca l’attenzione di un Trump che si finge distante: “Se Donald Trump non ti vuole parlare, nel momento in cui rappresenti un paese con dignità, non cerchi di fare le faccette“.
Come esempio positivo cita il premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha contestato certi impegni senza firmarli, subendo un insulto ma difendendo a testa alta l’interesse della Spagna. E chiosa: “Sánchez si è preso un insulto da Trump, ma vivvaddio, ha difeso l’interesse nazionale, cioè l’interesse di famiglie e imprese spagnole. E lo ha fatto a testa alta: hombre verticale. Ce lo possiamo permettere anche noi o no?“.

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