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Incidente mortale sul lavoro nel Milanese: operaio di 38 anni schiacciato da un pilastro di cemento

Touil Abderrazzak, lavorava per la Sasom, azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti. Il 118 ha inviato l'elisoccorso, ma le condizioni del dipendente erano disperate. I sindacati: "Che venga introdotto il "reato di omicidio sul lavoro"
Incidente mortale sul lavoro nel Milanese: operaio di 38 anni schiacciato da un pilastro di cemento
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Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Binasco, vicino a Milano, dove un operaio di 38 anni è morto schiacciato da un pilastro. Le condizioni di Touil Abderrazzak, che lavorava per la Sasom srl, azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, sono apparse fin sa subito gravissime. Come riporta il Corriere dalla Sera, l’uomo di origini marocchine, stava manovrando un veicolo per la raccolta dei rifiuti in Via Manzoni, quando il mezzo lo ha schiacciato contro uno dei pilastri che sorreggono la cancellata dell’azienda. Per l’urto il blocco di cemento è poi crollato addosso al 38enne. La polizia locale è al lavoro per riscostruire la dinamica dell’incidente avvenuto poco prima delle 7.30.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e i soccorritori del 118: per il lavoratore però non c’è stato nulla da fare. Trasportato in elicottero all’ospedale di Rozzano, l’uomo è deceduto poco dopo. L’azienda ha espresso il suo “profondo cordoglio per la scomparsa” del proprio dipendente, e si è detta “profondamente scossa” per l’accaduto.

La Uil e la Uil Trasporti della Lombardia hanno commentato l’accaduto, denunciando “l’ennesima gravissima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e del settore dell’igiene ambientale in Lombardia”. Per il il segretario generale di Uil Trasporti Lombardia, Carmelo Minniti, “Non possiamo e non dobbiamo più considerare queste tragedie come semplici incidenti o tragiche fatalità. siamo di fronte a veri e propri ‘omicidi sul lavoro'”. “L’impegno del sindacato è sempre più forte, ma dov’è quello delle istituzioni?”, si domanda il sindacalista. Dello stesso parere anche il segretario confederale della Uil della Lombardia, Vittorio Sarti, secondo cui “la sicurezza non può essere trattata come un costo aziendale o una formalità burocratica, bensì come un diritto inalienabile e prioritario di ogni cittadino”. Il segretario chiede a nome del sindacato che venga introdotto il “reato di omicidio sul lavoro“, perché “è indispensabile dare una risposta legislativa severa che introduca nel codice penale una fattispecie specifica per chi, violando le norme sulla sicurezza, provoca la morte di un lavoratore”. Gli fanno eco anche Fp Cgil di Milano, della Lombardia e dell’area Ticino Olona Lombardia, secondo cui “La salute e la vita di chi lavora non sono costi da comprimere né voci di bilancio sulle quali risparmiare”.

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