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Ultimo aggiornamento: 19:30

G7, Licheri (M5s): “Si conferma l’impalpabilità della Ue, non siamo contemplati nella riconfigurazione dell’ordine mondiale”

Il senatore a Radio Radicale: "Gonfiare l’Ucraina di armi e soldi non porterà mai a una soluzione"
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“È un vertice che continua a confermare l’impalpabilità dell’Europa. Non riusciamo a uscire da questa condizione di impercettibilità politica, nella consapevolezza che siamo davanti a una riconfigurazione dell’ordine mondiale e l’Europa non è contemplata“. Così il senatore del M5s Ettore Licheri, in una rilasciata a Lanfranco Palazzolo per Radio Radicale, commenta il G7 a Évian-les-Bains, in Francia. Al tavolo siedono i leader di Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Canada, Giappone e l’Unione Europea, in un contesto segnato dalle tensioni in Ucraina e dalle recenti evoluzioni nel Medio Oriente.

Licheri sottolinea che l’Europa resta ai margini del nuovo assetto globale: “Dobbiamo essere consapevoli di questo, l’Europa non fa parte di questo progetto di ricostruzione dell’ordine mondiale”..
Secondo il parlamentare, quando Trump ha ridotto l’attenzione sul conflitto russo-ucraino, anche a causa degli eventi nello Stretto di Hormuz, si è aperta una finestra di opportunità che l’Europa avrebbe potuto cogliere per riprendere un ruolo di protagonista inizialmente negato. “C’è stata una dichiarazione pubblica da parte di Putin che invitava l’Europa a trovare un inviato speciale – ricorda Licheri – Sapete da quanti anni il M5s cerca di sposare questa svolta negoziale, non accettando che la strategia bellicista del gonfiare l’Ucraina di armi e di soldi possa essere una strada che porti a una soluzione”.
Per il senatore serviva indicare un delegato di pace: “Noi non siamo riusciti ancora oggi a nominare come Unione Europea un inviato di pace, questo dà la cifra dell’irrilevanza internazionale che in questo momento ha l’Europa”.

Licheri invita a non illudersi su un appoggio incondizionato agli Stati Uniti, tenendo conto del rapporto tra Trump e Putin: “Se noi non capiamo che Trump è contro l’Occidente e riconosce come interlocutore Putin e se l’Europa invece è contro Putin, allora siamo dentro un fatto paradossale”.
E aggiunge: “Noi non possiamo pensare in questo momento di poter reggere solo ed esclusivamente sull’alleanza atlantica storica che pure deve essere mantenuta, deve essere difesa, deve essere conservata, perché l’America in questo momento è al suo punto più basso di influenza e di prestigio internazionale e siccome la politica estera è una scienza quasi esatta, questa perdita di influenza, questa perdita di prestigio americano la pagheremo anche noi occidentali, nel bene o nel male“.

Sul cambio di rotta di Trump rispetto all’Ucraina, Licheri mantiene cautela: “Vediamo se dura, aspettiamo domani, perché lui ci ha già abituato a questi saliscendi così vertiginosi”.
Ribadisce che non può esserci una pace giusta senza l’Europa al tavolo: “Dobbiamo considerare l’Ucraina parte del continente europeo, il che non significa ovviamente consentirle una procedura accelerata di ingresso all’Unione Europea, perché gli standard democratici valgono per tutti e anche per l’Ucraina. Però certamente, se noi riuscissimo a imboccare quella svolta negoziale, probabilmente potremmo salvare o comunque proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina molto meglio di quanto possa fare Trump“.

Sulla possibile missione italiana per sminare lo Stretto di Hormuz, Licheri esprime sostegno di principio ma invita alla prudenza: “L’iniziativa è sicuramente positiva, va in direzione di una stabilità di quel quadrante, tutto ciò che va in direzione della pace, il M5s lo accoglie con favore, anzi lo sostiene, però prudenza e cautela, perché stiamo andando in una zona di guerra, non abbiamo ancora una tregua, abbiamo semplicemente un’intesa temporale di soli 60 giorni”.
Il senatore pone domande concrete sulle garanzie: “È necessario capire se avremo una copertura internazionale, se saremo dentro una cornice internazionale, se ci sono le Nazioni Unite, se non ci sono, dobbiamo capire quali sono le catene di comando, quali sono le regole d’ingaggio. Tanto per essere chiari, se qualcuno spara contro una nave italiana, noi possiamo rispondere al fuoco? La risposta sarà concertata, a livello collegiale?”.

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