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Ultimo aggiornamento: 9:17

Travaglio a La7: “Dare ragione a Minetti e chiedere scusa? Ma neanche per sogno. La grazia da Mattarella non andava data, punto”

Dal reportage di Fq Millennium, risalente al 2017, alle navette di prostitute in Uruguay: così il direttore del Fatto smonta la grazia a Minetti
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La grazia a Nicole Minetti non andava data. Questo è il punto di partenza“. Così a Dimartedì (La7) il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, risponde al conduttore Giovanni Floris circa la grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti, ex consigliera regionale della Lombardia coinvolta nell’inchiesta sul caso Ruby e condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione minorile e peculato.

Floris suggerisce che, in mancanza di nuovi testimoni, al Fatto Quotidiano non resterebbe che dare ragione a Nicole Minetti, chiedere scusa e archiviare la vicenda.
Il direttore smentisce assolutamente: “Ma nemmeno per sogno. Noi siamo partiti dal fatto che il presidente della Repubblica ha concesso la grazia a una signora pregiudicata per favoreggiamento della prostituzione e per peculato, che non ha scontato un minuto dei tre anni e undici mesi che doveva scontare, non in carcere ma ai servizi sociali“.
La misura di clemenza si basava su due presupposti indicati dalla Procura: che Minetti avesse cambiato vita e che non potesse svolgere i servizi sociali perché costretta a seguire le cure del figlio adottivo in America, visto che in Italia non sarebbe stato possibile curarlo. Travaglio spiega che entrambi i presupposti sono falsi: “La Minetti non ha cambiato vita e i due ospedali tirati in ballo ci hanno detto: “Nessuno ci ha mai chiesto di curarlo”. Peraltro ci sono altri 9 ospedali in Italia che avrebbero potuto curarlo”.

Floris chiede se l’affermazione sul mancato cambiamento di vita si fondi solo sulla testimonianza di Graciela Torres. Travaglio risponde: “No, questo in base a plurimi elementi”. Ricorda il reportage pubblicato dal mensile FQ Millennium nel 2017 in un locale di Ibiza di proprietà di Giuseppe Cipriani, dove Minetti era presente insieme a “signorine allegre a disposizione dei clienti vip”, le stesse scene descritte nelle indagini su casa Berlusconi e poi nella villa di Cipriani in Uruguay.

Quando Floris insiste che il giornale dovrebbe trovare altri testimoni per uscire dall’angolo, il direttore replica deciso: “No,non dobbiamo trovare niente, dobbiamo difenderci nelle due cause che ci fanno portando tutto ciò che abbiamo già portato sul giornale“.
E cita un ulteriore riscontro: mentre Graciela Torres firmava l’atto di ritrattazione davanti al notaio, l’inviato del Fatto in Uruguay individuava tre autisti che facevano la navetta dal ranch di Cipriani al bordello White di Punta del Este, “portando quattro, tre, cinque prostitute per volta: sempre lo stesso contesto”.
“Naturalmente può esserci un complotto mondiale e tutte le persone che tu senti ti raccontano sempre la stessa storia – conclude Travaglio – oppure potrebbe essere che qualcuno certe verità non le abbia volute sentire“.

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