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La Russa: “Il Msi di Almirante è stato il partito più democratico che ho trovato. Anche più di Fratelli d’Italia”

Il presidente del Senato al Corriere della Sera: "Ricordo Almirante ogni anno. Di solito vado anche alla messa. Nessun ripescamento, quindi. Lo ammiravo politicamente e l'ho conosciuto apprezzandone anche l’ironia"
La Russa: “Il Msi di Almirante è stato il partito più democratico che ho trovato. Anche più di Fratelli d’Italia”
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“Ricordo Almirante ogni anno. Di solito vado anche alla messa. Nessun ripescamento, quindi. Lo ammiravo politicamente e l’ho conosciuto apprezzandone anche l’ironia. Vannacci non lo conosco personalmente e non l’ho mai visto negli anni in cui la militanza a destra era difficile. Forse perché era militare, ma comunque non c’era. Quindi mi sembra un’accusa talmente meschina che, con tutto il rispetto per Vannacci mi viene da ridere”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa in un’intervista al Corriere della Sera, replica così alla domanda se “ripescate Giorgio Almirante perché temete Roberto Vannacci?”.

Secondo La Russa, poi, il Movimento sociale italiano di Almirante è stato il partito più democratico che lui abbia mai conosciuto. Più democratico, dice, di Fratelli d’Italia. Almirante “favorì il ritorno nell’alveo parlamentare di fasce di elettori che potevano avere dubbi, in un partito (l’Msi ndr) che era il più democratico di tutti … Si votava per tutto. Persino per l’ordine dei candidati di Almirante nelle liste, e lui si asteneva. Mai trovato un partito così democratico“. Neanche FdI, chiede il Corsera? “Nemmeno. Non è detto che sia un male. Ma è così”.

Ma non era stato capo di gabinetto del Minculpop fascista nella Repubblica di Salò? “Sì, ma dopo aiutò il percorso verso la democrazia”, replica La Russa. “Non lo dico io ma due presidenti della Repubblica, di cui uno ex Pci, e un presidente della Camera ex comunista”. Secondo il presidente del Senato, Luciano Violante disse “che anche lui ‘si impegnò per costruire un nuovo rapporto tra lo Stato e le masse popolari. Sergio Mattarella ricordò che cercò ‘di legare i fili di una coerenza morale. E anche negli anni più difficili seppe comprendere l’importanza del dialogo e del confronto parlamentare’ favorendo l’inclusione dell’elettorato di destra. Giorgio Napolitano apprezzò che cercò ‘piena legittimazione nel sistema democratico’ e gli riconobbe il ‘merito di contrastare impulsi antiparlamentari dimostrando convinto rispetto per le istituzioni repubblicane’. Il Papa lo ricevette in Vaticano”.

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