Formula E, a Monaco trionfano De Vries (Mahindra) e Rowland (Nissan)
Sul casco di Maximilian Günther, uno dei due piloti della DS Penske, c’è eccezionalmente la roulette, uno dei simboli del Principato di Monaco, che nel fine settimana ha ospitato gli E-Prix 9 e 10 della stagione 12 di Formula E. Il pilota tedesco abita a Montecarlo, guida una DS7, ma dispone anche di una Vespa, entrambe elettriche. Nell’evento motoristico più glamour – si sono visti diversi protagonisti della Formula 1 come Lando Norris, Nico Hülkenberg, Gabriel Bortoleto, Carlos Sainz jr, ma anche Max Webber, David Coulthard, Christian Horner e Flavio Briatore, oltre all’attore Idris Elba, che è comproprietario della Cupra Kiro – la scuderia franco statunitense ha esibito la nuova DS N°7 e preparato l’addio alla Formula E. Il marchio ha deciso il disimpegno dopo 11 anni di successi, inclusi due titoli mondiali, per imbarcarsi (è proprio il caso di dirlo) sul SailGP, la classe regina della vela, della quale sarà il “title sponsor”.
Avrebbe voluto celebrare con un risultato importante in quella che considera una delle gare di casa: per il tedesco lo è da sei anni. Invece Günther, che ha già vinto 7 volte in Formula E, ha rimediato quattro punti di penalità sulla licenza FIA in un fine settimana piuttosto sfortunato per lui, per il compagno di squadra Taylor Barnard (tre punti anche per lui sulla patente) alla sua seconda stagione piena, ma con già 5 podi all’attivo, e per la scuderia (6.100 euro di multa per infrazioni varie).
Le due gare hanno confermato che nel Principato vincono (quasi) solo i campioni del mondo: 9 volte su 11 finora, con le sole eccezioni di Mitch Evans (Jaguar Tcs) e Nick Cassidy (adesso alla Citroen), entrambi già due volte vice. Sabato ha trionfato Nyck De Vries (Mahindra), che non saliva sul gradino più alto del podio del mondiale elettrico dal maggio del 2022, e domenica Oliver Rowland (Nissan), a esattamente 364 giorni dall’ultima affermazione, il 18 maggio del 2025 a Tokyo.
Paradossalmente, al termine dei due movimentatissimi E-Prix (per la classifica definitiva del secondo, domenica, l’attesa è durata quasi quattro ore perché l’ordine d’arrivo è stato modificato alle 18.55), tra i piloti più sorridenti ci sono stati due debuttanti. Pepe Martì (Cupra Kiro) ha conquistato il primo podio assoluto sabato, risucchiato in terza posizione dopo la sanzione inflitta al compagno di squadra Dan Ticktum (due pole in due giorni), che era terzo, per la collisione che è costata la gara a Antonio Felix Da Costa (Jaguar Tcs), che era quarto, mentre Felipe Drugovich (Andretti), tra i piloti che resiedono a Montecarlo, si è piazzato secondo domenica. Lo spagnolo è un vero rookie e prima di questa stagione non aveva mai guidato una monoposto di Formula E, mentre il brasiliano è alla suo primo campionato completo, ma aveva già testato la monoposto e corso due E-Prix l’anno scorso. La Porsche, che non finora è mai riuscita a piazzare i suoi piloti sul prestigioso palco monegasco, è riuscita a partecipare alla cerimonia di premiazione come costruttore perché fornisce il powertrain sia alla Cupra Kiro sia alla Andretti.
La Jaguar, che ha un grande feeling con Monaco, ha piazzato Evans al secondo posto sabato e Da Costa terzo domenica, tra l’altro con un’altalena di emozioni perché dopo essere partito secondo è stato speronato già al primo giro precipitando molto indietro e risalendo poi progressivamente.
Ancora prima della gara Günther aveva ammesso che “le prestazioni e l’efficienza in gara sono state la nostra debolezza quest’anno”: “Con il nostro pacchetto, non siamo i più forti in griglia, ma non c’è dubbio che continueremo a dare il massimo e fare del nostro meglio per ottenere risultati. Soprattutto nelle qualifiche abbiamo dimostrato di poter fare molto bene. In gara, invece, ci risulta un po’ più difficile, ma accettiamo tutte le sfide”, aveva aggiunto. L’appuntamento con il primo podio stagionale è rimandato: se ne riparla tra poco più di un mese in Cina, dove la Formula E corre sia a Sanya (un E-Prix) sia a Shanghai (due).
Nella classifica piloti, dopo Monaco Evans comanda il mondiale con 128 punti davanti a Rowland (109), all’italo svizzero Edoardo Mortara (Mahindra) con 103) e a Pascal Wehrlein (Porsche) con 101. Fra le squadre la Jaguar Tcs (208) ha scavalcato la Porsche (184) con la Mahindra terza (146), mentre nella classifica costruttori Porsche guida con 281 davanti a Jaguar (269), Mahindra (143), Nissan (142), Stellantis (136) e Lola Yamaha (38).