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Ultimo aggiornamento: 13:41

Francesca Albanese a La7: “Il giudice Usa ha bloccato le sanzioni, ma serve un atto politico. L’Europa ha paura di Trump”

La relatrice Onu ricorda che solo Spagna e Slovenia l'hanno sostenuta. Italia, Francia e Germania tacciono per timore di Washington e allineamento con Israele
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Molti ci scoraggiavano dal portare in giudizio il presidente degli Stati Uniti, ma noi abbiamo creduto fino in fondo nella giustizia“. Sono le parole pronunciate a Piazzapulita (La7) da Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967, che spiega il senso politico e personale della decisione con cui il giudice federale Richard Leon, magistrato del Tribunale distrettuale di Washington DC, ha sospeso temporaneamente le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump nei suoi confronti. Un provvedimento che per la giurista rappresenta un primo, importante riconoscimento delle proprie ragioni.
Albanese chiarisce subito che non si tratta ancora della sentenza definitiva. Il giudice americano ha emesso una ingiunzione preliminare, cioè una misura temporanea che blocca l’applicazione delle sanzioni fino alla conclusione del processo completo.
La funzionaria Onu spiega anche che la decisione del giudice rappresenta un passaggio cruciale proprio perché anticipa, almeno in parte, il giudizio sul merito della vicenda. Tuttavia, gli effetti pratici delle misure restrittive non sono ancora scomparsi. Albanese sottolinea che serve adesso “un atto politico” dell’amministrazione americana per cancellare concretamente il suo nome dalle liste dei sanzionati. In caso contrario, spiega, le conseguenze continueranno a pesare anche fuori dagli Stati Uniti, soprattutto nel sistema bancario internazionale.

L’intervista poi si sposta sul silenzio dell’Europa. Il conduttore Corrado Formigli chiede perché, tra i grandi leader europei, soltanto il premier spagnolo Pedro Sánchez abbia preso una posizione così netta in sua difesa.
Albanese puntualizza: “C’è stata anche la presa di posizione netta della presidente della Slovenia, assieme al primo ministro, che hanno addirittura interrotto le relazioni militari con Israele successivamente alla mia visita. Ma dei grandi paesi fondatori dell’Europa, solo la Spagna si è esposta”.
La relatrice Onu spiega che Francia, Germania e Italia sono oggi guidate da governi “assolutamente allineati con Israele”, una posizione che “stupisce e desta tristezza perché non sono condizioni normali”. Alla base di questo atteggiamento, aggiunge, c’è soprattutto “un grande timore nei confronti degli Stati Uniti”.
La giurista ricorda poi che, dopo l’introduzione delle sanzioni americane nei suoi confronti, 75 Paesi membri delle Nazioni Unite criticarono apertamente Washington e le misure coercitive e unilaterali adottate contro di lei. Ma, sottolinea, nessun grande Paese europeo scelse di esporsi quanto la Spagna.
E chiosa: “Il Presidente Sànchez, forte anche di una popolazione estremamente forte e mobilitata contro quello che sta succedendo in Palestina, chiaramente mi ha rasserenato, mi ha dato speranza“.

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