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Vingegaard contro la partenza del Giro in Bulgaria: “Mi sarei evitato il viaggio. Non vedo l’ora di correre in Italia”

Il danese, grande favorito per la maglia rosa, ha confessato i disagi affrontati nelle prime tre tappe: dalle strade "scivolose" agli hotel non troppo confortevoli
Vingegaard contro la partenza del Giro in Bulgaria: “Mi sarei evitato il viaggio. Non vedo l’ora di correre in Italia”
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Nella giornata di riposo del Giro d’Italia fanno rumore le parole del grande protagonista, Jonas Vingegaard. Il 29enne del Team Visma-Lease a Bike, parlando al quotidiano danese Feltet, ha criticato la partenza della Corsa Rosa dalla Bulgaria. Tre giorni di gara con due volate, giusto qualche scintilla in termini di classifica e soprattutto due cadute che hanno coinvolto tanti corridori. Vingegaard si è lamentato di diversi aspetti: dall’asfalto “scivoloso” fino agli alberghi rumorosi, passando per il lungo viaggio che ha portato tutta la carovana da Sofia fino a Catanzaro, dove domani scatterà la quarta tappa del Giro d’Italia 2026.

“La prima notte in cui ho dormito bene è stata ieri (sabato, ndr). Non è capitato sempre di dormire in hotel altrettanto buoni”, ha spiegato. Il motivo? “Nel primo hotel c’era molto rumore, ma fa parte del gioco. Ieri eravamo in un buon hotel e ho dormito bene”, ha aggiunto Vingegaard, sottolineando però che la sua condizione fisica è ottima e che il sonno disturbato “non sarà affatto un problema“.

Poi il danese ha parlato della sua esperienza sulle strade della Bulgaria: “C’era molta gente e una bella atmosfera lungo il percorso. Ma negli ultimi giorni sembrava tutto molto scivoloso, e oggi (domenica, ndr) qualcuno è caduto perché è scivolato in curva”. Vingegaard ha proseguito: “Forse sono strade un po’ più pericolose rispetto ad altri posti, ma è così. Tutto sommato, sono contento di come è andata”. In effetti, per il danese è stato un buon inizio di Giro: è al 19esimo posto in classifica con un ritardo di 10″ dalla maglia rosa, Thomas Silva. Non ha perso nulla rispetto ai principali rivali, se si escludono Egan Bernal, Thymen Arensman e Giulio Ciccone che hanno guadagnato qualcosina con gli abbuoni.

La vera corsa per la maglia rosa comincia però da domani in Italia. Finora, si è trattato più che altro di evitare imprevisti e pericoli. I corridori dovranno subito riuscire a smaltire il viaggio: “Avrei evitato volentieri il viaggio. Ho portato la mascherina e il disinfettante per le mani”, ha dichiarato Vingegaard. Lui che ha già vinto Tour e Vuelta sa che per puntare al trionfo finale bisogna prendere ogni tipo di precauzione. E il danese non vede l’ora di cominciare a risalire l’Italia, sperando di arrivare al grande obiettivo: conquistare anche il suo primo Giro. “Non vedo l’ora di andare in Italia? Sì, in effetti è così”, ha concluso Vingegaard.

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