Il mondo FQ

Più vero Trump o la satira di The Onion?

Stop the Scroll! - Riassunti commentati per chi non ha tempo da perdere
Più vero Trump o la satira di The Onion?
Icona dei commenti Commenti

E ora, per la rubrica Stop the Scroll!, riassunti commentati per chi non ha tempo da perdere, ma vuole approfondire lo stesso.

“Ultimo tango a Parigi”: non un capolavoro (Thomas Meehan, Saturday Review) Il film di Bertolucci è un’opera di straordinaria bellezza cinematografica e l’interpretazione di Marlon Brando è probabilmente la sua migliore dai tempi di Fronte del porto, ma lunghi tratti della pellicola sono noiosi. La storia racconta di un americano di mezza età che vive a Parigi (Paul) e dei suoi incontri sessuali sadici con una ventenne un po’ hippie (Jeanne). I critici hanno trovato nel film ogni sorta di profondità: la relazione simboleggerebbe la decadenza americana e il suo effetto distruttivo sui valori europei, oppure il contrasto tra capitalismo materialista e comunismo altruista, o anche l’incapacità delle diverse generazioni di comunicare tra loro; significati profondi che il film non ha. Ultimo tango a Parigi non è altro che una storia d’amore: ragazzo incontra ragazza, ragazzo possiede ragazza (in varie posizioni), ragazzo perde ragazza in una scena finale degna di un film con Joan Crawford e Zachary Scott. Il punto cruciale è un altro. Bertolucci ha commesso un errore disastroso affidando il ruolo di Jeanne a Maria Schneider. Non è solo un’attrice inesperta e limitata, ma è anche inadatta al ruolo. Poco attraente, per nulla bella, la sua Jeanne è una ragazza che pare disposta a stare con chiunque. E quando Paul la insulta con un linguaggio volgare, Jeanne è volgare e dura quanto lui. Manca il contrasto tra i due personaggi, e così scene pensate per essere emotivamente devastanti non lo sono affatto. Bertolucci inizialmente aveva pensato alla magnifica Dominique Sanda per il ruolo di Jeanne, ma la Sanda rimase incinta poco prima delle riprese e dovette rinunciare. Il ruolo fu poi offerto a Catherine Deneuve, che accettò, ma a sua volta rimase incinta. Così Bertolucci si accontentò della Schneider. Non posso fare a meno di pensare a quanto sarebbero state più potenti, sul piano erotico, certe scene, come quella in cui Paul lava il corpo nudo di Jeanne, se quel corpo fosse stato quello della Sanda o della Deneuve. COMMENTO: Ultimo tango a Parigi non è un capolavoro per un soffio: due pillole.

Quale satira nell’epoca della post-verità (Matthew Cantor, Guardian) The Onion, storico sito satirico, sta affrontando un contesto politico e mediatico sempre più difficile da parodiare. L’elezione di Trump nel 2016 spinse la redazione sbalordita a una satira più critica, ma anche più complessa: Trump è già una caricatura di sé stesso e ammette apertamente ciò che la satira di solito smaschera, rendendo più difficile colpirlo direttamente. Inoltre la realtà contemporanea appare spesso così distopica che molte notizie sembrano titoli di The Onion. Infine, la diffusione di “verità alternative” (bugie e complottismi) rende difficile la creazione di battute poiché il pubblico è diviso su cosa sia reale. COMMENTO: Lo sapevate che Trump è un rettiliano?

Geidō (Jonny Thomson, Philosophyminis) Circa 700 anni fa, in Giappone spiegarono come si diventa maestri in qualsiasi arte. Il percorso, chiamato Geidō, segue tre fasi. La prima è l’impegno mentale: richiede anni di lavoro e di dedizione. Nulla di grande si ottiene in fretta, e senza una totale dedizione non si diventa maestri. La seconda fase consiste nell’imitare un maestro di quell’arte, dedicandogli tutto il proprio tempo. Così si impara a vedere il mondo come lo vedeva lui e si apprendono i suoi segreti. Infine, nella terza fase, l’artista si libera dall’ombra del maestro ed esprime sé stesso. Il suo gesto creativo ha spontaneità (mushin) ed è giocoso (yūgen): Lennon e McCartney che strimpellano in studio. In questo momento creativo l’artista scopre qualcosa di sé che era sempre stato presente, ma nascosto: chiunque pratichi seriamente un’arte riconosce che la sua esperienza è questa. COMMENTO: Geidō. Mio padre lo chiamava “perdere tempo”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione