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Sanzioni, uranio, controlli Onu: cosa prevedono i 14 punti del memorandum d’intesa per chiudere la guerra Usa-Iran

Cosa c'è al centro del piano elaborato dagli inviati Usa Witkoff e Kushner al vaglio dell'Iran
Sanzioni, uranio, controlli Onu: cosa prevedono i 14 punti del memorandum d’intesa per chiudere la guerra Usa-Iran
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Sanzioni, uranio, Stretto di Hormuz e controlli Onu. Sono alcuni dei passaggi fondamentali contenuti nel memorandum d’intesa per mettere fine alla guerra con l’Iran e gettare una base per negoziati più approfonditi sul nucleare. Il documento di un unica pagina per 14 punti è stato rivelato da Axios, ed è frutto, secondo la testata, del lavoro degli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner insieme a interlocutori iraniani. “Gli Stati Uniti – scrive Axios – si aspettano risposte dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. Non è stato ancora raggiunto alcun accordo, ma le fonti affermano che questa è la situazione più vicina a un’intesa tra le parti dall’inizio della guerra”.

Il memorandum prevede una struttura a due tempi: il cessate il fuoco immediato e l’apertura di una finestra negoziale di 30 giorni per un accordo dettagliato sull’apertura di Hormuz, la limitazione del programma nucleare iraniano e la revoca delle sanzioni Usa. I negoziati potrebbero svolgersi a Islamabad o a Ginevra. Secondo un funzionario statunitense, ascoltato da Axios, le restrizioni iraniane al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e il blocco navale statunitense sarebbero gradualmente revocate durante quel periodo di 30 giorni. Nel caso in cui i negoziati fallissero, le forze statunitensi sarebbero in grado di ripristinare il blocco o riprendere le azioni militari.

Le condizioni includono una moratoria temporanea, seguita da una a lungo termine di 12 o 15 anni, sull’arricchimento dell’uranio iraniano, con la sospensione da parte di Teheran delle attività nelle strutture sotterranee. L‘Iran, riporta Axios, si impegnerebbe a non cercare mai di dotarsi di armi nucleari né a condurre attività connesse alla loro militarizzazione. Secondo quanto riferito fonti Usa, sono previsti anche un potenziamento delle ispezioni delle strutture iraniane, compresi controlli a sorpresa dei funzionari Onu, e il potenziale trasferimento dell’uranio altamente arricchito di Teheran al di fuori dei suoi confini, possibilmente verso gli Stati Uniti. Quest’ultimo è uno dei punti cruciali, oggetto di discussioni. In cambio, gli Stati Uniti si incaricano di revocare gradualmente le sanzioni economiche all’Iran e sbloccare progressivamente miliardi di dollari di asset iraniani congelati all’estero in tutto il mondo.

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