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La trave nel piatto – “Juzoor”, la scuola “radicale” realizzata in Cisgiordania per restituire il futuro ai bambini

Quattro aule, un asilo, i servizi igienici e un cortile: luoghi sicuri. Un’attivazione “di cuore”, grazie anche al sostegno di SlowFood e altre ong, che ripristina quella che dovrebbe essere la normale quotidianità dell’infanzia
La trave nel piatto – “Juzoor”, la scuola “radicale” realizzata in Cisgiordania per restituire il futuro ai bambini
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“Il risultato non è nelle vostre mani, ma il percorso è una vostra responsabilità: agite!” questo dice Satish Kumar, il filosofo e attivista indiano, con la sua infinita dolcezza e la sua forza incrollabile. VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, un anno fa circa, ha agito: ha avviato un crowdfunding per raccogliere le risorse necessarie alla realizzazione di una scuola in Cisgiordania, a Khallet Taha. E grazie a questo, pochi giorni fa, quaranta tra bambine e bambini, si sono seduti al banco della loro classe!

Slow Food, insieme ad altre organizzazioni come Rete cuneese per la Palestina, Novacoop, la Scuola di pace «Toni Lucci», la Consulta giovanile, Comune di Bra e tanti cittadini e comunità di tutta Italia, ha sostenuto l’iniziativa. Il nome della scuola è “Juzoor–Un scuola per la libertà”: “Juzoor”, in arabo, significa “radici”. È dunque una scuola “radicale” nel miglior senso della parola: le radici sono quella parte nascosta sotto il suolo che determina però la porzione aerea e visibile delle piante. Le radici sono la cultura necessaria alla costruzione di un’identità solida che consente di autodeterminarsi attivamente: sia come soggetti, che come popolo che ha diritto a un futuro di pace.

A Khallet Taha si è agito e questo ha aperto la porta di una scuola con quattro aule, un asilo, i servizi igienici e un cortile: luoghi sicuri. Un’attivazione “di cuore” che ripristina quella che dovrebbe essere la normale quotidianità dell’infanzia: quaderni e giochi. Non fame. Non bombe. Non sangue. Non abbandono. Non morte.

Presto avrà luogo un’altra azione: la ristrutturazione della scuola di Aisha Khalil, nel distretto di Yatta, che fornirà sostegno psicologico, assistenza pediatrica, spazio gioco e cibo quotidiano. Normale quotidianità. Elementi di straordinarietà in quel contesto, possibili solo se si agisce insieme. E allora agiamo: sapendo che se quello che accade al popolo palestinese ci addolora, significa che abbiamo un cuore, e che funziona.

*Presidente Slow Food Italia

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