Dopo l’inchiesta sul Beach Party Barletta, a Jovanotti chiedo: ancora convinto di essere dalla parte giusta?
Voglio partire dai fatti. Il 4 maggio 2026 La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica una notizia che passa quasi inosservata nel rumore quotidiano dei social: la procura di Trani ha aperto un’inchiesta su tre amministratori impegnati nell’organizzazione della data di Barletta del Jova Beach Party 2022. Persone non legate al management del cantante. Le ipotesi di reato sono inquinamento ambientale colposo e abuso edilizio in area protetta. Per allestire il palco sulla sabbia sarebbero stati alterati sedicimila metri quadrati di arenile in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, danneggiando dune e vegetazione spontanea e alterando gli habitat delle specie protette.
L’indagine è partita da un esposto di Legambiente. È la prima inchiesta giudiziaria nella storia del Jova Beach Party. Non la considero una notizia qualunque. Io ci vedo la chiusura di un cerchio. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha costruito trent’anni di carriera cercando di restare sempre dalla parte giusta. La pace nel mondo, il debito dei paesi poveri, la bicicletta, l’ambiente, la sostenibilità. Il suo è un catalogo aggiornato con precisione chirurgica, sempre pronto a seguire il vento, senza mai perdere latitudini e longitudini del proprio mappamondo. Peccato per alcuni elementi.
Prendiamo il Jova Beach Party 2022. Tra gli sponsor ufficiale dell’evento: azienda leader nell’allevamento intensivo di polli. Nello stesso periodo, Jovanotti dichiarava sulle pagine de Il Corriere della Sera che gli allevamenti intensivi sono inaccettabili. Sponsor e dichiarazioni pubbliche convivono serenamente, come se appartenessero a due universi paralleli che non si toccano mai.
Stesso tour, stesso anno. Le associazioni ambientaliste protestano per l’impatto dei concerti sulle spiagge: dune spianate, aree marine protette coinvolte, specie a rischio disturbate durante la nidificazione. La risposta di Jovanotti è memorabile: eco-nazisti. Venite a vedere, è tutto in regola, le spiagge le lasciamo meglio di come le abbiamo trovate. Quattro anni dopo, la procura di Trani dice altro.
Nel frattempo la nuova tournée, Jova Summer Party 2026, abbandona le spiagge. Troppo scottanti, evidentemente. Dopo tre anni si passa agli ippodromi. Scelta che ha immediatamente sollevato preoccupazioni da parte delle associazioni animaliste per il benessere dei cavalli eventualmente presenti nelle strutture. C’è una specie nuova a ogni tour cui fracassare gli zebedei.
E poi, puntuale come le maree, in questi giorni, arriva la dichiarazione sui biglietti: “Sono dieci anni che ho gli stessi prezzi, gli stranieri hanno prezzi folli“. Springsteen, Taylor Swift, i Coldplay messi in fila. Lorenzo annusa l’aria e si mette esattamente dove tira il vento. Sempre dalla parte giusta. Sempre al momento giusto. Se non fosse che l’anno scorso a Torino due biglietti per vederlo da vicino costavano 180 euro più commissioni.
E allora, a Lorenzo voglio porgere nove domande.
1. Come si concilia la sponsorizzazione di un allevamento intensivo con le tue dichiarazioni pubbliche sulle condizioni in cui quegli allevamenti operano?
2. Chi ha scelto le location sulle spiagge protette, e sapevi dei vincoli paesaggistici prima di allestire i palchi?
3. Hai chiamato eco-nazisti chi protestava. Adesso la procura di Trani indaga per inquinamento ambientale. Rivedi la definizione?
4. Sponsor di allevamento intensivo, spiagge con nidificazioni distrutte, ippodromi con polemiche animaliste. È una coincidenza o c’è un pattern?
5. Su Gaza hai detto di non avere niente di intelligente da dire. Trent’anni di impegno civile e su questo niente?
6. Nel corso della tua carriera ti sei intestato ogni causa disponibile. Quando finirà il catalogo, cosa rimarrà?
7. Il progetto Ri-Party-Amo prometteva di lasciare le spiagge meglio di come le avevi trovate. Perché ora la procura di Trani dice altro?
8. Ogni volta che c’è un tema caldo ti ci butti. Ma lo fai per convinzione o per convenienza?
9. Dopo tutto questo, sei ancora convinto di essere dalla parte giusta?
Al solito, questo blog si sviluppa intorno al numero nove: punti, affermazioni, domande. Questa volta ferite aperte che aspettano risposta. La playlist dedicata è sul canale Spotify personale, link qui sotto. Il dibattito, invece, continua sulla mia pagina Facebook pubblica, dove questo blog vive davvero. È lì che le questioni spesso si contorcono; prendono strade impreviste e, sì, a volte si esagera: se ne leggono di tutti i colori.
9 canzoni 9 … paracule