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Ultimo aggiornamento: 11:44

“Investire in armi è un trucco per non affrontare la crisi dell’automotive, si prendono in giro i lavoratori”. Le voci dal corteo del Primo maggio di Torino

Dopo l'appello del vescovo di Torino, anche i lavoratori e i sindacalisti della Fiom Cgil non vogliono "diventare la città delle armi"
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“Investire in armi è un trucco per non affrontare la crisi dell’industria dell’automotive”. Lo dicono i metalmeccanici della Fiom Cgil che a Torino sono scesi in piazza per il Primo Maggio insieme a migliaia di lavoratori e lavoratrici per il corteo del Primo Maggio. “Nell’ultimo anno abbiamo perso nel settore industriale migliaia di posti di lavoro” racconta il segretario della Camera del Lavoro di Torino Federico Bellono. Una perdita che non può essere sostituita da investimenti nel settore dell’aerospazio e della difesa. “Innanzitutto per questioni morali” precisa il responsabile Fiom Cgil di Mirafiori Gianni Mannori. E poi anche per un tema numerico. “La propaganda della riconversione industriale dall’auto motive alla difesa è una balla colossale – riflette Ugo Bolognesi che segue i lavoratori della Leonardo per la Fiom Cgil – basta vedere i numeri. Nel settore automotive si perdono decine di migliaia di posti di lavoro, mentre nel settore dell’aerospazio e della difesa si sono creati poco più di un migliaio di posti di lavoro”. Servono dunque “politiche industriali vere – conclude Mannori – c’è bisogno di investimenti e nuovi produttori nel settore dell’automotive”.

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