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Sparatoria a Trump, testimoni al Wall Street Journal: “Più facile entrare all’Hilton che allo stadio o a una festa”

Alcuni ospiti alla cena col presidente hanno rivelato di essere riusciti ad accedere alla struttura attraverso i posti di blocco nelle strade circostanti semplicemente mostrando biglietti e inviti, senza il controllo dei documenti di identità
Sparatoria a Trump, testimoni al Wall Street Journal: “Più facile entrare all’Hilton che allo stadio o a una festa”
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Bastava mostrare un biglietto per la cena con Donald Trump o una copia di un invito a uno dei ricevimenti pre-cena per accedere all’Hotel Hilton a Washington, dove sabato 25 aprile un 31enne insegnante californiano ha fatto irruzione e sparato diversi colpi all’evento in cui erano presenti i massimi vertici dell’amministrazione, presidente e vice inclusi. Mentre le autorità continuano a indagare sulle falle nelle norme di sicurezza, alcuni ospiti al Wall Street Journal hanno rivelato di essere riusciti ad accedere all’hotel attraverso i posti di blocco nelle strade circostanti semplicemente mostrando biglietti e inviti, nonostante il perimetro di sicurezza ben visibile e gli avvertimenti sulle rigide misure di sicurezza. Secondo quanto riferito dai partecipanti, i biglietti sono stati controllati dal personale ma non scansionati e non sono stati effettuati controlli di identità.

Gli ospiti, stando sempre al Wsj, hanno potuto accedere alla hall e ai piani inferiori dell’Hilton senza passare attraverso i controlli di sicurezza, e hanno attraversato solo i metal detector prima di entrare nella sala da ballo dove si è tenuta la cena. “È stato più facile entrare alla cena che in molti grandi eventi sportivi e concerti”, commenta il quotidiano. Una delle stanze era stata prenotata dal trentunenne attentatore, che aveva effettuato il check-in il giorno prima della sparatoria, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine: “Non ha eluso il piano di sicurezza la sera della cena. Lo ha eluso il giorno in cui ha effettuato la prenotazione“, ha dichiarato Jason Pack, ex funzionario dell’FBI. “Quel perimetro è stato costruito per fermare un esercito. A quanto pare, tutto ciò di cui aveva bisogno era una chiave della stanza”.

Secondo una persona a conoscenza dei fatti, nei giorni precedenti all’evento, si potevano vedere agenti di sicurezza in hotel impegnati in controlli di sicurezza, che includevano interrogatori del personale e ispezioni di aree come la cucina. La stessa fonte ha affermato che sabato mattina gli agenti di sicurezza erano dislocati intorno all’hotel. Un’altra fonte ha aggiunto che, secondo quanto riferito, alla cena era stato assegnato un livello di sicurezza inferiore rispetto a quello previsto per eventi di rilevanza nazionale o internazionale, come l’insediamento presidenziale o il discorso sullo Stato dell’Unione.

In ogni caso, scrive il Wsj, sebbene la sparatoria abbia scosso i partecipanti, alcuni funzionari delle forze dell’ordine hanno affermato che il fallimento dell’attentatore era la prova dell’efficacia del piano di sicurezza.
L’accesso all’hotel è stato solo parzialmente limitato sabato. Le barriere installate davanti all’hotel bloccavano il vialetto d’accesso. Agli ospiti che si avvicinavano all’hotel quel pomeriggio veniva generalmente chiesto di mostrare la chiave della camera e un documento d’identità, e i loro nomi venivano controllati rispetto a un elenco stampato. Alcuni ospiti hanno affermato che i protocolli di sicurezza impallidivano rispetto ai controlli di sicurezza a cui i Vip erano stati sottoposti quando avevano partecipato agli esclusivi after-party di sabato sera. Altri ‘veterani’ della cena hanno affermato invece che la sicurezza sembrava più rigida rispetto agli anni passati.

Cole Tomas Allen, il sospettato della sparatoria, alloggiava nell’hotel, motivo per il quale è riuscito a essere presente mentre era in corso l’evento. L’albergo era stato chiuso al pubblico a partire dalle 14 di sabato in previsione della cena, iniziata alle 20. L’accesso era riservato agli ospiti dell’hotel, alle persone in possesso di biglietti per la cena, agli invitati ai ricevimenti che si tenevano prima e dopo la cena e a chi era in possesso di documenti della White House Correspondents’ Association che attestassero il diritto a prendere parte all’evento. I 2.300 ospiti presenti nella sala da ballo, situata nel seminterrato dell’hotel, hanno dovuto superare diversi controlli aggiuntivi per accedervi, tra cui mostrare i biglietti ai volontari dell’associazione e al personale dell’hotel e passare attraverso i metal detector presidiati dai servizi e dalla Transportation Security Administration.

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