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Pep Guardiola prossimo ct dell’Italia: le parole di Bonucci, i retroscena e il nodo dello stipendio

Il tecnico spagnolo potrebbe valutare un nuovo incarico al termine di questa stagione. La sua quota sulla panchina azzurra è crollata nelle ultime ore
Pep Guardiola prossimo ct dell’Italia: le parole di Bonucci, i retroscena e il nodo dello stipendio
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“Se veramente c’è voglia di ricominciare io ripartirei da Pep Guardiola“. L’idea l’ha buttata sul tavolo Leonardo Bonucci, durante i Laureus World Sports Awards 2026 a Madrid. L’ex difensore della Juventus e della Nazionale, che è stato nello staff del ct Gennaro Gattuso, ha lanciato un nome forte per la panchina dell’Italia. Un commissario tecnico straniero sarebbe una rivoluzione per il calcio italiano, che però proprio di uno scossone avrebbe bisogno per ripartire dopo l’ennesimo fallimento. Il nome di Guardiola, per la verità, era emerso già nei giorni successivi alla disfatta con la Bosnia: un sogno, quasi una boutade. Ma dopo le parole di Bonucci, che ad oggi resta un tecnico federale, l’ipotesi ha ripreso piede.

Così in queste ore l’idea di Guardiola ct degli Azzurri si sta rivelando qualcosa di più che una semplice suggestione. L’attuale allenatore del Manchester City, legato all’Italia da oltre 20 anni dopo la sua esperienza a Brescia, sui principali siti di scommesse veniva indicato come una possibilità più che remota. Ora invece la quota è crollata. Resta alta, ma per i bookmaker vedere Guardiola ct ora è una possibilità. I favoriti, quote alla mano, restano Antonio Conte e Max Allegri, con sullo sfondo ora anche Claudio Ranieri, fresco di divorzio dalla Roma. Ranieri aveva rifiutato la Nazionale per restare in giallorosso, ma ora se si dovesse presentare nuovamente questa opportunità difficilmente direbbe di no.

E Guardiola invece? Secondo i retroscena, anche l’allenatore spagnolo sarebbe aperto quanto meno a valutare la possibilità. La Gazzetta dello Sport, che oggi in edicola spinge molto su questa ipotesi, ricorda quando a Trento nel 2018 Guardiola rispose “perché no?” a una domanda diretta sull’argomento. Gli elementi per credere che possa pensare a un ruolo da ct dell’Italia ci sono. Il suo ciclo con il Manchester City è iniziato nel 2016, dieci anni fa. La caccia a un altro titolo di Premier League ha rinsaldato l’ambiente, ma non è un mistero che Guardiola già nella passata stagione abbia pensato a un addio.

Il tecnico spagnolo ha dominato la scena del calcio mondiale per due decenni. Dopo il Barcellona, ha guidato il Bayern Monaco e poi il City. Ha vinto tutto, è stato l’allenatore più influente del nuovo millennio. La stanchezza però inizia a farsi sentire. E se a Manchester dovesse arrivare l’ennesimo trionfo, potrebbe essere anche l’occasione giusta per lasciare in bellezza. Al cospetto dell’idea di una pausa, quella di un ruolo da commissario tecnico è forse più intrigante. Meno frenesia, nuovi stimoli e la possibilità di vincere anche alla guida di una Nazionale. In questo senso, la possibilità di risollevare l’amato calcio italiano (qui non ha mai allenato) potrebbe essere un ulteriore elemento a favore.

“Chiamare uno come lui vorrebbe dire apportare un cambio netto rispetto a tutto quello che è stato il passato. Penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla”, ha detto sempre Bonucci da Madrid. Il “costo” in realtà sarebbe il vero ostacolo: Guardiola a Manchester percepisce uno stipendio netto di circa 14 milioni più bonus. Fuori scala per il ruolo di ct e per le tasche della Federazione. L’ultimo ct con un ingaggio pesante fu Roberto Mancini, che dopo l’Europeo vinto guadagnava 3 milioni a stagione. All’estero c’è chi arriva a guadagnare 10 milioni annui (per esempio, Ancelotti con il Brasile). L’unica strada, suggerita sempre dalla Gazzetta, sarebbe quella di aggirare il nodo dello stipendio tramite gli sponsor. Più facile a dirsi che a farsi. Per questo Guardiola probabilmente resterà soltanto un sogno.

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