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Great Wall Ora 5, la prova de Il Fatto.it – La cinese che punta al cuore dell’Europa – FOTO

Alla vigilia del Salone di Pechino abbiamo provato la compatta che arriverà in Italia a giugno con tre motorizzazioni e prezzi da 26.900 euro. Ecco com'è e come va
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Alla vigilia dell’apertura del Salone dell’Auto di Pechino, e più precisamente a Baoding, nel quartier generale di Great Wall Motor e sul suo enorme proving ground, abbiamo guidato la nuova Ora 5. Ovvero il modello con cui GWM prepara il debutto “vero” del marchio in Italia e, più in generale, l’attacco al cuore del mercato europeo delle compatte. Un’auto lunga 4,47 metri, dunque dentro il segmento più caldo del continente. Quello che da solo vale quasi la metà delle vendite di suv.

La scelta più intelligente, prima di tutto, coincide con la strategia. Quella di proporla con un’offerta multienergia: motore termico, full hybrid ed elettrico. In Italia sarà disponibile da giugno, con prezzi che partono da 26.900 euro per la versione benzina, salgono a 28.600 euro per la full hybrid e arrivano a 36.900 euro per la 100% elettrica. Un modo molto concreto per non costringere il cliente dentro una sola transizione possibile. E un messaggio chiaro: lasciare libertà di scelta, senza i dogmi che stanno affossando l’auto dalle nostre parti.

La Ora 5 conta molto sull’impatto visivo. Non cerca aggressività ma simpatia, rotondità, riconoscibilità. C’è qualcosa di Porsche nel frontale e qualcosa del Maggiolino Vw in certe proporzioni morbide. Non stupisce troppo, visto il passato in Volkswagen del capo design GWM, Andrew Dyson. Il muso convince più della coda, che con la sua bombatura potrebbe dividere i pareri. Ma l’insieme funziona: superfici fluide, fari a goccia, silhouette pulita, presenza personale. In un mercato pieno di auto mediamente uguali, non è poco.

Gli interni confermano quanto i costruttori cinesi stiano imparando a costruire abitacoli che siano moderni senza diventare ostili. Il grande schermo centrale da 14,6 pollici e il quadro strumenti da 10,25 pollici dominano la scena, ma non cancellano del tutto il buon senso: per la climatizzazione restano tasti fisici cromati, scelta sempre più rara e sempre più apprezzabile. I materiali sono curati, l’ambiente è ordinato, ci sono dettagli ben pensati come il gancio lato passeggero per bloccare borse o sacchetti. E soprattutto c’è più spazio di quanto le dimensioni esterne lascino immaginare. La vocazione, qui, sembra quasi premium.

Su strada, o meglio sulla vasta rete di percorsi del centro prove di Baoding, troviamo la risposta più interessante. Perché al di là del design, è una vettura messa a punto con attenzione. Sia la full hybrid che l’elettrica risultano gradevoli da guidare. Lo sterzo è reattivo, il bilanciamento corretto, il telaio sufficientemente rigido. Non ha ambizioni sportive, e fa bene a non fingersi quello che non è. Ma trasmette facilità e confidenza. E’ importante sottolineare che l’assetto destinato all’Europa è stato sviluppato in modo specifico sulle strade italiane (a cura della RacingSyn) e spagnole, con una taratura pensata per comfort, silenziosità e attitudini di guida proprie del vecchio continente.

La versione full hybrid è probabilmente quella più centrata per il nostro mercato. Abbina un 1.5 turbo a una batteria da 1,09 kWh e a un sistema a due rapporti. La potenza complessiva è di 164 kW (223 cavalli), con 460 Nm di coppia. Lo 0-100 si chiude in 7,7 secondi, mentre il consumo medio dichiarato è di 5,1 l/100 km. Numeri interessanti, ma la cosa migliore è il modo in cui li mette a terra: senza strappi, con quella fluidità che in un’auto da famiglia vale più di una scheda tecnica aggressiva. L’autonomia complessiva supera i 1.000 km.

Per chi invece guarda all’elettrico puro, la Ora 5 BEV monta una batteria da 58,3 kWh e promette 435 km di autonomia nel ciclo WLTP. Le dimensioni restano identiche per tutta la gamma: come detto 4,47 metri di lunghezza, con proporzioni equilibrate e una buona abitabilità. La velocità massima arriva a 190 km/h sulla termica, 185 sulla hybrid e 170 sull’elettrica.

Poi c’è il capitolo tecnologia, che si vuole accessibile, senza troppe complicazioni. Schermi grandi, interfaccia fluida, smartphone integration completa, aggiornamenti over-the-air e una dotazione molto ricca già dalle versioni base. Insomma, un pacchetto che funzioni bene, ogni giorno.

Alla fine della fiera, la sintesi è semplice. La Ora 5 arriva in Europa con un posizionamento studiato, tre anime meccaniche diverse, un appeal in linea con i gusti nostrani. E senza inutili “effetti wow”. Le premesse ci sono, il mercato deciderà.

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