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Chelsea nel caos: Rosenior cacciato, Maresca via per i “minuti imposti”. E ora parte il domino delle panchine in Europa

I Blues sono un inno all'instabilità: il tecnico esonerato dopo 106 giorni e le richieste dei dirigenti. Ma sono in buona compagnia: l’estate 2026 annuncia un mercato degli allenatori effervescente
Chelsea nel caos: Rosenior cacciato, Maresca via per i “minuti imposti”. E ora parte il domino delle panchine in Europa
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A conferma che ci sono club calcistici di livello e fama mondiale che possiedono nel loro DNA l’instabilità, a prescindere da chi li governi, il Chelsea ha esonerato il 22 aprile l’allenatore Liam Rosenior, al quale l’8 gennaio era stata affidata la squadra dopo l’addio, avvenuto a Capodanno, di Enzo Maresca, il coach che appena cinque mesi prima aveva trascinato i Blues alla conquista della Coppa del Mondo. Rosenior, che aveva firmato un contratto di cinque anni e mezzo, è durato meno di un gatto in tangenziale: 106 giorni. È il quinto coach messo alla porta dall’attuale proprietà, al vertice del Chelsea dalla primavera 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e il congelamento dei beni dell’ex boss, l’oligarca russo Roman Abramovich.

QUADRIENNO INSTABILE

È interessante scorrere le cronache di questo quadriennio. Nella stagione 2022-2023, il Chelsea partì con Thomas Tuchel. L’attuale ct dell’Inghilterra fu rimosso il 7 settembre 2022, sostituito da Graham Potter. Il 2 aprile 2023, nuovo ribaltone: via Potter e dopo i quattro giorni ad interim di Bruno Saltor, ecco Frank Lampard. Avventura breve e fallimentare: il 28 maggio, con il 12° posto in Premier, fuori anche l’ex centrocampista dei Blues. Nel 2023-2024, stagione senza scossoni, sotto la guida di Mauricio Pochettino, oggi ct degli Stati Uniti. Il sesto posto in Premier segnò in ogni caso la fine della storia. Largo a Enzo Maresca, l’unico capace di conquistare trofei in questi anni tormentati: prima la Conference, poi la Coppa del Mondo per club e, per gradire, il quarto posto in campionato.

RETROSCENA

Maresca ha salutato il Chelsea a inizio 2026. I risultati inferiori alle attese nella prima parte della stagione non sono stati l’unica ragione dell’addio: l’allenatore italiano non ha mai accettato le pressioni da parte della proprietà nelle scelte dei giocatori. Il consorzio che governa i Blues, rappresentato dall’uomo d’affari statunitense Todd Boehly, non si affida infatti solo agli algoritmi, ma vuole imporre anche il minutaggio nelle presenze dei giocatori. L’obiettivo dichiarato di questa politica risponde a un nome: calciomercato. Rosenior è stato prelevato dallo Strasburgo, l’altro club che appartiene alla galassia BlueCo, ma è stato rimosso dopo meno di quattro mesi per carenza di risultati e per i contrasti con diversi giocatori, in particolare quelli di lingua spagnola, legati ai metodi e alla personalità di Maresca. Il Chelsea, reduce da un filotto di cinque ko di fila senza segnare lo straccio di un gol – peggior serie negativa dal 1912 -, chiuderà la stagione sotto la guida di Calum McFarlane, 40 anni, una carriera di coach sviluppata nelle accademie di Manchester City e Southampton prima di approdare, nel 2025, al Chelsea. I Blues sono ottavi in Premier e semifinalisti in FA Cup. Hanno salutato la Champions agli ottavi e la Coppa di Lega in semifinale.

TOTONOMI

La rimozione di Rosenior ha avviato le grandi manovre per la scelta del nuovo tecnico. In questo momento circolano tre nomi: lo spagnolo Andoni Iraola che lascerà il Bournemouth a fine stagione, il portoghese Marco Silva ora al Fulham e l’ex Borussia Dortmund Edin Terzic. L’outsider è Cesc Fabregas: i tifosi spingono per il suo ritorno al Chelsea dopo i trascorsi da giocatore. C’è però un’incognita con la quale la proprietà dei Blues deve fare i conti e riguarda il bilancio in profondo rosso: 302,48 milioni di euro alla voce perdite. La situazione sta diventando pesante.

GLI ALTRI

Il Chelsea è in buona compagnia nel pianeta dei club instabili. In Inghilterra, il Manchester United non trova pace dall’addio di Alex Ferguson, al comando dei Red Devils per 26 anni. Dal 2013 a oggi, in panchina si sono avvicendati David Moyes, Ryan Giggs, Louis Van Gaal, José Mourinho, Ole Gunnar Solskjaer, Michael Carrick, Ralf Rangnick, Erik Ten Hag, Ruud Van Nistelrooij, Ruben Amorim, Darren Fletcher e nuovamente Michael Carrick. Il Tottenham dal 2023 a oggi è stato nelle mani di Ange Postecoglou, Thomas Frank, Igor Tudor e Roberto De Zerbi: quest’ultimo avrà il compito non facile di evitare la retrocessione (gli Spurs sono terzultimi). In Spagna, il Real Madrid, dopo il quadriennio di stabilità con Carlo Ancelotti, è nuovamente nella bufera. Xabi Alonso è durato mezza stagione. Il 12 gennaio 2026 è stato sostituito da Alvaro Arbeloa, ma i risultati deludenti ottenuti dall’ex difensore porteranno in estate alla nomina di un nuovo tecnico. Nella Juventus, altra grande del calcio europeo, dopo l’addio di Max Allegri nel 2024, sono passati Thiago Motta, Igor Tudor e Luciano Spalletti.

STABILI

L’altra faccia della luna è rappresentata dagli “stabili”. Pep Guardiola guida il Manchester City dal 2016. Mikel Arteta governa l’Arsenal dal 20 dicembre 2019. Diego Simeone è al timone dell’Atletico Madrid dal 2011. Luis Enrique è al comando del Psg dal 2023. Jurgen Klopp è stato il totem del Liverpool dal 2015 al 2024. Il Bayern Monaco è contentissimo del lavoro di Vincent Kompany, arruolato nel 2024.

SCENARI

L’estate 2026 annuncia un mercato degli allenatori effervescente. Il Real potrebbe riportare a Madrid José Mourinho, il tecnico più amato da Florentino Perez insieme a Carlo Ancelotti: nel Benfica è già scattato l’allarme. Iraola piace non solo al Chelsea, ma anche a Manchester United e Athletic Bilbao, dove è in uscita Ernesto Valverde, destinazione Marsiglia. L’altro nome nella lista dei desideri del Manchester United è Enzo Maresca, indicato però come possibile successore di Guardiola se Pep, nonostante il contratto valido fino al 2027, decidesse di salutare il Manchester City. Il rapporto Arteta-Arsenal è al momento della verità: la volata in Premier con il Manchester City e gli ultimi atti della Champions possono segnare il destino del tecnico spagnolo. Occhio anche al Liverpool: Arne Slot non è più solido come un anno fa. Nei grandi giri di mercato, potrebbe esserci spazio anche per Francesco Farioli, lanciato verso la conquista del titolo con il Porto, ma da tempo nel radar di diversi club europei di primissimo livello.

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