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Tiziana Alla è la prima telecronista donna ai Mondiali: “Vivremo in un mondo normale solo quando questo non farà più notizia”

Dalla prima telecronaca nel 2006 alle proteste per “una voce femminile nel calcio”: oggi la svolta Rai per i Mondiali 2026
Tiziana Alla è la prima telecronista donna ai Mondiali: “Vivremo in un mondo normale solo quando questo non farà più notizia”
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Per la prima volta è stata scelta una donna come telecronista per i Mondiali 2026. L’Italia non scenderà in campo ma Tiziana Alla, bordocampista durante le partite della Nazionale, andrà negli Stati Uniti, Canada e Messico per raccontare come prima voce le sfide più importanti. A rompere l’ultimo fortino maschile nel giornalismo italiano è la Rai che detiene i diritti di trentacinque partite in chiaro: “È un’opportunità pazzesca ma non sono di certo una suffragetta, sia chiaro. Oltre a me ci sono altre bravissime colleghe. Sono orgogliosa della Rai e del suo ruolo da apripista, ringrazio per la fiducia il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida. Ma vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia”, commenta Alla al Corriere della Sera.

Sempre il servizio pubblico si era mostrato sensibile al tema del genere nel 2020, a commentare la finale dell’Europeo era stata scelta come seconda voce Katia Serra accanto a Stefano Bizzotto. La strada per le giornaliste sportive resta comunque in salita: “Ci sono ancora tanti pregiudizi. La mia prima telecronaca risale al 2006, un Piacenza-Juventus di serie B. Allora lavoravo per Rai International, in redazione arrivavano tante mail di protesta: ‘Non si può sentire una voce femminile sul calcio’. Ho sempre accettato le critiche, nessuno nasce imparato. Però non ci deve essere pregiudizio. Invece c’è ancora, eccome se c’è”, continua la telecronista.

“Se una persona sa fare una cosa è giusto che la faccia, a prescindere dal genere”

“Se una persona sa fare una cosa è giusto che la faccia – spiega Alla al Messaggero– a prescindere dal genere, perché la valutazione deve basarsi sul merito. A una giovane giornalista consiglio di provare e riprovare. Io facevo le telecronache davanti alla tv senza audio. Poi ci deve essere qualcuno che ti dà l’opportunità di metterti davanti al microfono, io l’ho avuta e ringrazio chi me l’ha data. Cosa accadrà tra 10 anni? Dipende che direzione culturale prenderà la società e che modelli si imporranno”.

Una rivoluzione lenta ma il calcio si sta evolvendo anche in campo. Nei giorni scorsi a far notizia è stata la Bundesliga, con una svolta epocale nel campionato tedesco: l’allenatrice Marie Louise Eta è stata chiamata in panchina dall’Union Berlino. È la prima volta che una donna allena una squadra maschile nei cinque top campionati europei.

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