Il mondo FQ

Politica

Ultimo aggiornamento: 18:16 del 13 Aprile

Il capogruppo di FI Barelli contro i figli di Berlusconi: “I partiti si guidano da dentro”. Domani si sceglie il successore

L'attacco a Marina e Pier Silvio dopo il vertice a Mediaset con Tajani e Letta: "Ovvio che si interessino. Dopodiché c'è la quotidianità, e bisogna starci dentro". Poi l'annuncio: "Considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione"
Icona dei commenti Commenti

Le fibrillazioni interne a Forza Italia non sono finite con il vertice tra i figli di Silvio Berlusconi e il segretario Antonio Tajani negli uffici di Mediaset. Anzi. Più passano i giorni e più la tregua stabilita nel faccia a faccia dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, la riforma bandiera del partito, sembra vacillare. A gettare nuova benzina sul fuoco è un attacco diretto del capogruppo alla Camera degli azzurri, Paolo Barelli, fedelissimo di Tajani, che poco dopo ha ufficializzato: “Ho convocato l’assemblea del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera per domani sera. In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico. È mia ferma intenzione continuare con la stessa intensità il mio impegno politico e il mio sostegno al governo guidato da Giorgia Meloni“.

Intanto, il presidente della Federnuoto ha tirato una bordata a Marina e Pier Silvio Berlusconi. Rispondendo a chi gli domandava se gli eredi del fondatore di Forza Italia stiano guidando positivamente Forza Italia, ha risposto: “Normalmente i partiti si guidano dall’interno”. I figli dell’ex presidente del Consiglio, ha sottolineato, “hanno normalmente un affetto scontato per il partito, che è carne della loro carne, frutto del lavoro del grande padre, quindi è ovvio che si interessino”. Ed ecco l’affondo: “Dopodiché c’è la quotidianità, e bisogna starci dentro”.

Una frecciata velenosa nei confronti di chi continua a sostenere economicamente Forza Italia. Non la prima, comunque, arrivata dagli ambienti del partito-azienda visto che domenica il fronte contro Marina e Pier Silvio era stato aperto dallo storico conduttore delle reti di Fininvest, Paolo Del Debbio con parole al veleno per la scelta di aver incontrato Tajani nella sede di Mediaset: “Hanno indebolito il segretario di Fi e anche il pluralismo dell’azienda”, la sintesi del suo pensiero.

Il nervosismo di Barelli, del resto, era prevedibile. Il capogruppo sarà sostituito, come deciso proprio durante il vertice della scorsa settimana. Resta solo da decidere chi prenderà il suo posto e dove andrà lui: si cerca una sistemazione in un ruolo nel governo, situazione che ha fatto irritare anche Palazzo Chigi. Barelli chiede un posto da sottosegretario ma con ogni probabilità la sua nomina sarebbe incompatibile con la presidenza della Federazione Italiana Nuoto, che non vuole mollare ad ogni costo.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione