Le fibrillazioni interne a Forza Italia non sono finite con il vertice tra i figli di Silvio Berlusconi e il segretario Antonio Tajani negli uffici di Mediaset. Anzi. Più passano i giorni e più la tregua stabilita nel faccia a faccia dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, la riforma bandiera del partito, sembra vacillare. A gettare nuova benzina sul fuoco è un attacco diretto del capogruppo alla Camera degli azzurri, Paolo Barelli, fedelissimo di Tajani, che poco dopo ha ufficializzato: “Ho convocato l’assemblea del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera per domani sera. In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico. È mia ferma intenzione continuare con la stessa intensità il mio impegno politico e il mio sostegno al governo guidato da Giorgia Meloni“.
Intanto, il presidente della Federnuoto ha tirato una bordata a Marina e Pier Silvio Berlusconi. Rispondendo a chi gli domandava se gli eredi del fondatore di Forza Italia stiano guidando positivamente Forza Italia, ha risposto: “Normalmente i partiti si guidano dall’interno”. I figli dell’ex presidente del Consiglio, ha sottolineato, “hanno normalmente un affetto scontato per il partito, che è carne della loro carne, frutto del lavoro del grande padre, quindi è ovvio che si interessino”. Ed ecco l’affondo: “Dopodiché c’è la quotidianità, e bisogna starci dentro”.
Una frecciata velenosa nei confronti di chi continua a sostenere economicamente Forza Italia. Non la prima, comunque, arrivata dagli ambienti del partito-azienda visto che domenica il fronte contro Marina e Pier Silvio era stato aperto dallo storico conduttore delle reti di Fininvest, Paolo Del Debbio con parole al veleno per la scelta di aver incontrato Tajani nella sede di Mediaset: “Hanno indebolito il segretario di Fi e anche il pluralismo dell’azienda”, la sintesi del suo pensiero.
Il nervosismo di Barelli, del resto, era prevedibile. Il capogruppo sarà sostituito, come deciso proprio durante il vertice della scorsa settimana. Resta solo da decidere chi prenderà il suo posto e dove andrà lui: si cerca una sistemazione in un ruolo nel governo, situazione che ha fatto irritare anche Palazzo Chigi. Barelli chiede un posto da sottosegretario ma con ogni probabilità la sua nomina sarebbe incompatibile con la presidenza della Federazione Italiana Nuoto, che non vuole mollare ad ogni costo.