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Gasperini accusa, Ranieri risponde. Risultato? La As Roma rischia di dover ricostruire tutto ancora una volta

L'obiettivo Champions è alla portata dei giallorossi, ma le tensioni interne tra l'allenatore e la dirigenza sportiva stanno mettendo in dubbio la continuità del progetto nato in estate. Per io Friedkin è l'ennesima dimostrazione delle difficoltà ambientali che stanno mortificando la loro - dispendiosa - gestione
Gasperini accusa, Ranieri risponde. Risultato? La As Roma rischia di dover ricostruire tutto ancora una volta
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Che quello della AS Roma sia un ambiente difficile, si è sempre detto. Come tutti gli allenatori che sono passati prima di lui, Gasperini l’ha capito e lo sta capendo sulla sua pelle. Ha portato le sue idee, il suo calcio, certo. Ma anche la sua retorica, che non sempre viene capita. O che a volte, va detto, può risultare molto difficile da accettare. Sul calciomercato, poi, l’allenatore è sempre stato molto duro, malcelando (forse anche volutamente) un certo disaccordo con la direzione sportiva rappresentata da Fredric Massara, che sul Fattoquotidiano.it è stata anche raccontata. Ma ora che è sceso in campo anche Ranieri, senior advisor della società, gli scenari cambiano. Farlo a mezzo stampa, poi, ha alimentato delle polemiche che per una Roma tutta protesa verso l’obiettivo Champions League possono essere nocive.

Cosa è successo…

Per ricostruire quanto accaduto tra gli immediati pre e postpartita di Roma-Pisa (a proposito: è finita 3-0 con tripletta di Malen, uomo mercato più volte tirato in ballo da Gasperini) bisogna risalire a 24 ore prima. Quando l’allenatore, nella conferenza stampa della vigilia, ha di nuovo fatto il punto sul suo percorso in giallorosso. Tralasciando le voci che lo vedono tra i candidati in una shortlist per la Nazionale (Conte resta il favorito di Malagò, che a sua volta è il successore più quotato per il dopo Gravina), l’allenatore ha parlato di come si è fatto il mercato in questi 10 mesi: “Abbiamo avuto dissidi” ha detto, “dipende sempre dall’obiettivo che vogliamo porci: se con i giovani, o con i giocatori più affermati. I rinnovi? Se ne parla dall’estate e non sono ancora stati risolti…”. Come a dire: io faccio fuoco con la legna che ho. Ma la legna, spesso, è verde. Una (ennesima) dimostrazione di soddisfazione a metà, compensata da un lavoro sul campo che sta comunque portando dei risultati.

Ma questa volta non ha replicato Massara, che ha sempre cercato di gettare acqua sul fuoco. L’ha fatto Ranieri. “I giocatori sono sempre stati scelti, a uno a uno, con l’allenatore. Alcuni obiettivi siamo riusciti a centrarli; altri, come Sancho e Rowe, no. Anche Ferguson (arrivo molto contestato, ndr) è stato avallato”. Quindi è inutile – si può aggiungere – che si lamenti del mercato. Ma è vero? “Io ho fatto un solo nome: quello di Wesley. Malen è stata un’occasione che siamo stati bravi a cogliere e si è visto. Non faccio lo scout e non voglio che si tiri in ballo il mio passato all’Atalanta: io posso segnalare qualche nome, ma segnalo i ruoli”, la replica. “Comunque con Ranieri ci vedremo in settimana, non abbiamo mai litigato”, ha provato subito a smorzare l’allenatore. Ma il clima è teso.

…e cosa succederà ora

È evidente che, dopo le frizioni con Massara, ora bisognerà capire se e come si ricomporrà questa frattura con Ranieri. Che ha anche detto di non voler restare per forza a disposizione della Roma, se la sua linea non fosse condivisa. Quale linea? Quella di puntare sui giovani, secondo un metodo di lavoro che a Bergamo Gasperini aveva portato avanti in maniera più che magistrale. Solo che lo stesso allenatore – ed è stato chiaro in questo senso – dei giocatori esperti e affermati li chiede e li chiederà ancora. Come i citati Wesley e Malen. Risultato? La Roma rischia, di nuovo, di dover ricostruire. Non solo, o non tanto, i rapporti. Ma proprio il progetto, se uno dei due (Ranieri o Gasperini) dovesse salutare a fine stagione. Uno scenario non impossibile da pensare, ma al momento non ancora da preventivare. O almeno così pensano i Friedkin, che delle difficoltà ambientali della Roma si stanno rendendo sempre più conto. Anche quando l’obiettivo Champions (che, se centrato, metterebbe molta polvere sotto il tappeto) resta alla portata.

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